La strage di Capodanno
Follia svizzera: per la strage di Crans Montana chiede agli italiani 1,6 milioni. Il governo Meloni ha già detto no
C’è poco da ragionare su norme, cavilli e burocrazia: la richiesta di rimborsi sanitari che arriva all’Italia dalla Svizzera per le cure prestate agli italiani feriti nella strage di Capodanno a Crans Montana è una vergogna nazionale per la civilissima nazione d’oltreconfine. La Svizzera chiede 1,5 milioni di franchi (1,6 milioni di euro) per le cure prestate negli ospedali svizzeri ai feriti italiani nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, come ha riferito l’emittente Rts. Una cifra che il governo Meloni si rifiuta categoricamente di pagare, anche alla luce delle responsabilità delle autorità svizzere nei controlli alla base della tragedia del rogo de “Le Constellation“. Il bilancio fu drammatico: 6 italiani morti, tutti giovanissimi, 14 italiani feriti, 41 morti e 115 feriti complessivi.
La strage di Crans Montana e l’assurda richiesta della Svizzera all’Italia
A oltre nove mesi dalla tragedia, ha spiegato l’emittente, “il Consiglio federale svizzero non sa ancora come gestire il conto che l’Italia continua a rifiutarsi di pagare, nonostante quanto previsto dagli accordi internazionali in materia”. Solo per il giovane romano Manfredi Marcucci, rimasto ustionato, la fattura è stata di 66.800 franchi svizzeri, circa 70mila euro. In totale, 12 ragazzi italiani sono stati curati in Svizzera dopo l’incendio, per periodi pià o meno lunghi. All’inizio di maggio, il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, “promise una soluzione dopo un incontro con la primo ministro Giorgia Meloni. Tuttavia, 9 mesi dopo la tragedia, il Consiglio Federale sembra ancora non aver trovato una soluzione“, ha ricordato l’emittente. Ma la settimana scorsa sono arrivate le dimissioni dello stesso Parmelin.
Era stato proprio lui ad assumersi l’impegno con la premier Giorgia Meloni di “gestire la questione sul piano bilaterale”, in un incontro del 4 maggio, a margine di un vertice della Comunità politica europea, in Armenia. Il caso dei costi dell’assistenza sanitaria svizzera per i ragazzi italiani era scoppiato ad aprile, quando alcune famiglie avevano ricevuto salatissime fatture sanitarie dall’ospedale di Sion, anche di oltre 70mila euro per poche ore di ricovero.
La protesta dei familiari
“Un conto da 1,6 milioni di euro per le cure ricevute in Svizzera da tutti i feriti italiani di Crans Montana mi è sembrato anche poco visto che per le 15 ore di ricovero di mio figlio era arrivato un conto di 67mila franchi”. Umberto Marcucci, padre di Manfredi, il 16enne romano rimasto gravemente ustionato alla schiena e alle mani nel rogo di Capodanno a Le Constellation, commenta così all’Adnkronos la cifra che la Svizzera (in base all’accordo tra i Paesi europei che prevede che, quando una persona riceve cure mediche all’estero i costi siano sostenuti dal Paese in cui risiede il paziente) chiede all’Italia di rifondere e che Roma non ha alcuna intenzione di versare.
“È vero che esiste questo accordo europeo – afferma Marcucci – ma se io mi faccio male su una pista da sci in Svizzera è un conto, ben altro se io finisco in ospedale perché mi faccio male in un locale per la negligenza di qualcuno e probabilmente per il mancato controllo del Comune o di qualche Cantone. Per un criterio di prudenza io credo che bisognerebbe applicare la sospensione della richiesta. Sarebbe assurdo che l’Italia dovesse prima anticipare le spese e poi, se dovessero essere accertate delle responsabilità che pare proprio ci siano, essere risarcita. Comunque vedremo cosa deciderà Zurigo ma temo che terranno il punto per non creare un precedente anche se continuo a pensare che a una situazione straordinaria va data una risposta straordinaria”.
“A noi come famiglie comunque, e questo voglio sottolinearlo – precisa il papà di Manfredi – è sempre stato chiaro fin dall’inizio che non avremmo dovuto pagare un centesimo. Tuttavia se lo Stato italiano dovrà pagare significa che tutti noi dovremmo pagare e questo – conclude – lo trovo ingiusto”.