Fumata bianca
Contratto medici ok, l’aumento è giusto: fino a 560 euro al mese. Meloni: “Salute prioritaria”. Firma perfino la Cgil: “Ottimo”
Ok, il prezzo è giusto, anzi l’aumento. Un ritocco record, quello che deriva dalla firma della pre-intesa del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dell’Area Sanità 2025-2027, che riguarda medici e dirigenti sanitari. La firma all’Aran è arrivata unanime poco dopo mezzogiorno, con il via libera di tutti i sindacati, anche della sempre ostica Cgil, che forse in autunno non riuscirà a portare in piazza il personale medico. L’accordo riguarda i 137.871 dirigenti della sanità, in larghissima parte medici, che riceveranno un aumento medio da 560 euro lordi al mese: 393 euro, indirizzati a tutti, arrivano dagli stanziamenti contrattuali di base, che traducono nell’area gli aumenti del 5,4% previsti per tutto il pubblico impiego, mentre gli altri 167 medi avranno in realtà traduzioni concrete diversificate nelle singole buste paga perché dipendono dalle risorse aggiuntive per le indennità. La prima a rallegrarsene, dopo il ministro della Salute Zangrillo, è stata la premier Meloni, che ha parlato di “un altro passo concreto per valorizzare chi ogni giorno si prende cura della salute degli italiani”. “Un risultato che, sommato al precedente rinnovo, porta per il personale medico della sanità pubblica incrementi mensili complessivi superiori a mille euro. Continuiamo a investire sulle professionalità del nostro Servizio sanitario nazionale, riconoscendo il lavoro, le competenze e le responsabilità di chi ogni giorno garantisce assistenza e cure ai cittadini”, conclude la premier.
Contratto medici, non solo aumenti ma anche sicurezza
Prima del via libera definitivo, il testo sarà sottoposto alle verifiche di rito. L’entrata in vigore è prevista verosimilmente a inizio 2027 con l’erogazione degli aumenti e degli arretrati. “Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un risultato importante per una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale – afferma il presidente Aran, Antonio Naddeo –. Il nuovo contratto riconosce concretamente il valore, le competenze e le responsabilità della dirigenza sanitaria, con un incremento retributivo medio a regime di 560 euro al mese. Ma il valore dell’intesa va oltre la parte economica: introduciamo una riforma significativa del sistema degli incarichi, rafforziamo le tutele per chi subisce aggressioni e prevediamo nuovi strumenti a sostegno delle persone e della qualità del lavoro”.
Tra le principali novità figurano infatti il rafforzamento delle tutele contro le aggressioni, i permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito del rapporto di lavoro. “È un contratto che interviene in modo concreto sull’organizzazione del lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle tutele – prosegue Naddeo –. Il confronto con le organizzazioni sindacali è stato intenso e costruttivo e ci ha consentito di raggiungere l’intesa in tempi rapidi. Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione resta per Aran un obiettivo strategico, perché significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace”. Con la sottoscrizione dell’Ipotesi si apre ora la fase degli adempimenti previsti dalla normativa prima della firma definitiva del Contratto collettivo nazionale.
La soddisfazione dell’Anaao Cgil e delle Regioni
Il principale sindacato dei medici ospedalieri, l’Anaao Assomed, ha sottoscritto oggi la pre-intesa del Contratto della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria 2025-2027: “Una firma responsabile – commenta Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato – che porta risultati tangibili a migliaia di professionisti che ogni giorno, tra carenze di organico e carichi di lavoro insostenibili, garantiscono il diritto alla salute dei cittadini. Un’intesa che mette in sicurezza il contratto, proteggendolo dalle incertezze della campagna elettorale. Ora la partita si gioca sulla legge di Bilancio”.
Parole di soddisfazione arrivano anche dai sindacati tradizionalmente ostili al governo. “Abbiamo sottoscritto un ottimo contratto che va nella direzione di dare risposte economiche, ma soprattutto normative, per migliorare le condizioni di lavoro e quindi la qualità delle cure”, dice il segretario generale Fp Cgil Federico Bozzanca a seguito della sottoscrizione della preintesa del Ccnl 2025-2027 che coinvolge circa 137 mila dirigenti medici, veterinari, sanitari.
Dalla Conferenza delle Regioni c’è “ampia soddisfazione” per la sottoscrizione, oggi in Aran, dell’ipotesi di contratto collettivo 2025-2027 per la dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie. L’ipotesi di rinnovo riguarda i 137.871 dirigenti della sanità e contiene importanti innovazioni sul piano economico, organizzativo e professionale. “Salutiamo con favore la firma all’unanimità di un ottimo contratto a cui hanno contribuito in modo serrato tutte le parti. Voglio ringraziare Aran e le rappresentanze sindacali per lo spirito di collaborazione che ci consente oggi di valorizzare, e non solo dal punto di vista economico, il lavoro dei dirigenti sanitari e di rendere maggiormente attrattive le professioni sanitarie”, commenta Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità.