Scritte sui muri, arredo urbano vandalizzato, aule scolastiche devastate o rovinate dagli studenti. Da oggi, chi rompe paga, o non incassa, nel caso delle famiglie dei vandali. A Biella
come già a Legnago, anche lì con un sindaco di Fratelli d’Italia. Le famiglie dei ragazzi che commettono reati o atti di vandalismo potrebbero perdere l’accesso ad alcuni aiuti economici comunali, ha annunciato -nei giorni delle proteste degli studenti – il sindaco Marzio Olivero, che ha deciso di introdurre una misura che prevede la sospensione d
i sussidi, contributi e agevolazioni considerate non essenziali per chi non rispetta le regole. Marzio Olivero è il sindaco di Fratelli d’Italia governata dal centrodestra.
Biella sarà il primo capoluogo di provincia in Italia ad adottare un provvedimento di questo tipo.
L’iniziativa punta a responsabilizzare i genitori dei minorenni coinvolti in reati e atti vandalici attraverso un patto con le famiglie. L’obiettivo è legare, almeno in parte, l’accesso ai benefici economici comunali al comportamento dei figli e alla collaborazione dei genitori con le istituzioni. «Da parte delle famiglie deve esserci un rapporto di reciproca e responsabile collaborazione», ha spiegato il sindaco Olivero. «Non si può immaginare di beneficiare di aiuti e sostegni a carico della collettività se contestualmente si assumono comportamenti antisociali».
La misura riguarda alcune forme di sostegno economico comunale, con esclusione di quelle considerate essenziali. Il principio indicato dall’amministrazione è subordinare la concessione o il mantenimento di determinati benefici al rispetto delle regole di convivenza e alla responsabilità delle famiglie. «Occorre immaginare di subordinare la concessione o il mantenimento di alcune forme di sostegno o di benefici economici al rispetto delle più elementari regole di convivenza», ha aggiunto il primo cittadino.
A Legnago, il sindaco Paolo Longhi, esponente di Fratelli d’Italia, aveva pensato per primo alla modifica di criteri con cui il Comune assegna alcuni contributi alle famiglie: chi viene chiamato a collaborare con i servizi sociali dopo gravi reati commessi dal figlio minorenne e decide di sottrarsi al percorso educativo rischierà di perdere il beneficio pubblico.