La rete della diplomazia
Carburanti, arriva il quarto sì al governo: anche Tamoil aderisce al tetto ai prezzi dopo Eni, Ip e Q8
Tamoil ha detto sì. La rete diplomatica tessuta della premier Meloni in oltre quattro anni di mandato porta a segno un altro “colpo” significativo per famiglie e imprese. Anche Tamoil Italia S.p.A., società appartenente al gruppo internazionale Oilinvest, ha deciso di “adottare una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio”. L’iniziativa, spiega una nota, si inserisce nel contesto delle attuali condizioni straordinarie determinate dalla situazione internazionale che continua a influenzare i mercati energetici e il settore dei trasporti, con significative ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie e sui costi sostenuti dagli operatori economici. “Accogliendo gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, Tamoil Italia intende contribuire concretamente a sostenere la mobilità dei cittadini attraverso l’attuazione di interventi finalizzati al contenimento dei prezzi dei carburanti”. L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026.
Il “poker” di Meloni: Eni, Ip, Q8 e Tamoil: plaude il Codacons
E’ il “poker” del governo, il quarto “asso” che Meloni può mettere sul tavolo sulla strategia di allargare ulteriormente le iniziative per contribuire a contenere il costo dei rifornimenti per gli automobilisti italiani. Nella serata di mercoledì era trapelata la notizia di interlocuzioni con il governo libico. Oggi nel primo pomeriggio è arrivata la decisione e l’adesione di Tamoil, dopo le decisioni di Eni, IP e Q8. Il primo a guardare con sollievo la decisione di Tamoil di seguire l’esempio degli altri colossi energetici è il Codacons. “Grazie a questa decisione il numero di impianti che applicherà prezzi calmierati di benzina e gasolio sale a circa 11.500 su un totale di oltre 21mila distributori ubicati lungo la Penisola. In base ai dati forniti dall’Osservaprezzi carburanti del Mimit, alla data odierna gli impianti Tamoil che vendono benzina e gasolio sono oltre 1.450. Che vanno ad aggiungersi ai circa 3.900 del marchio Agip-Eni, ai 3.500 del marchio Ip-Api, e ai 2.700 di Q8. Una mossa che dimostra come la concorrenza faccia bene al mercato e soprattutto alle tasche dei consumatori”.
Urso: “Dimostra quanto l’Italia sia diventata autorevole e credibile nel mondo”
“L’appello del governo, che si è fatto interprete delle famiglie e delle imprese italiane, alle grandi compagnie, ha avuto riscontro”, commenta il ministrodelle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Inanzitutto ovviamente in Eni e poi, a differenza di quanto è accaduto in altri Paesi vicini, ha avuto riscontro anche nelle altre compagnie internazionali che operano nel nostro Paese. Dopo l’Eni, anche Ip, Q8 e Tamoil. Le compagnie internazionali hanno spontaneamente ridotto, con un price cap, il prezzo della benzina, del gasolio”Un fenomeno che ha stupito – sottolinea Urso – e che dimostra quanto gli altri amino questo Paese e quanto l’Italia sia diventata credibile e autorevole nel mondo. Ora altrettanto sta accadendo e ci auguriamo accada per quanto riguarda le bollette energetiche domestiche”, ha auspicato.
Osnato: Successo del governo
Successo governo Roma, sottolinea Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d’Italia. “È un risultato importante del confronto avviato dal governo con il settore e conferma che, in una fase così delicata per i mercati energetici, la collaborazione può produrre effetti concreti. Questa successione di adesioni è il risultato di un’interlocuzione costante e proficua del governo con le grandi imprese nazionali e straniere. E di un lavoro che tiene insieme politica estera e politica industriale. I rapporti costruiti con partner strategici come Azerbaigian e Kuwait hanno contribuito al coinvolgimento di Socar e Q8; mentre il dialogo con gli operatori del settore continua ad allargare il fronte delle aziende disponibili a fare la propria parte. È la dimostrazione concreta di quanto la politica estera possa avere ricadute dirette anche sulla vita quotidiana degli italiani. In una fase segnata da guerre e prezzi energetici elevati, Governo e imprese stanno lavorando insieme proficuamente per proteggere l’interesse nazionale e il potere d’acquisto delle famiglie e delle imprese italiane”.