Contro il caro benzina
Carburanti, Meloni cala il poker: dopo Eni, IP e Q8 ora tratta con la Libia per Tamoil
La notizia è arrivata all’ora di cena per gli italiani ed è un segnale incoraggiante: il governo Meloni punta infatti a calare il poker sul prezzo dei carburanti. Dopo le decisioni di Eni, IP e Q8, sono infatti «molto ben avviate» le interlocuzioni tra la Presidenza del Consiglio e il governo libico per favorire l’adesione di Tamoil all’appello sul price cap di benzina e gasolio.
Palazzo Chigi tratta con la Libia: obiettivo Tamoil
L’obiettivo del governo è allargare ulteriormente l’iniziativa e contribuire così a contenere il costo dei rifornimenti per gli automobilisti italiani. Con l’ingresso di Tamoil, il fronte delle grandi compagnie coinvolte nel meccanismo del tetto ai prezzi si allargherebbe ulteriormente.
Benzina e diesel scendono: i numeri del Mimit
Intanto arrivano i primi effetti sui prezzi alla pompa. Secondo l’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio self sulla rete stradale nazionale è sceso a 2,111 euro al litro per la benzina e 2,316 euro per il gasolio. Nei distributori interessati dal price cap, invece, i prezzi indicati sono di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel.
Urso rivendica l’“effetto domino”: niente nuovo taglio delle accise
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso il meccanismo sta producendo un «effetto domino»: i prezzi diminuiscono progressivamente con l’estensione dell’iniziativa ai punti vendita. Il ministro ha inoltre annunciato che non è previsto un nuovo taglio delle accise, mentre continuerà a essere utilizzato il meccanismo dell’accisa mobile per restituire ai consumatori l’eventuale maggiore gettito Iva.
FOTO ANSA/AI