La soddisfazione del governo
Tutti pazzi per l’America’s Cup, l’orgoglio di Abodi: “In 100mila sul lungomare di Napoli, sembrava un secondo stadio Maradona”
E’ soddisfatto il ministro dello Sport e dei giovani, Andrea Abodi, dei riscontri in termini di pubblico e di seguito che stanno riscontrando le regate preliminari dell’America’s Cup. La competizione di vela più importante al mondo arriva in Italia grazie al governo Meloni e già questo è un motivo di vanto: “proviamo l’orgoglio di lasciare tante positive eredità, a partire da Bagnoli che stiamo risvegliando da un “sonno colpevole” durato 35 insopportabili anni. Oggi lasciamo parlare le emozioni e la gioia di una città che ha vissuto intensamente questa vittoria di tutti, che non sarà l’ultima. Queste regate erano un’anteprima del grande avvenimento, ma siamo già profondamente immersi in quello che di meraviglioso organizzeremo da maggio 2027 e anche prima, mostrando ancora una volta al mondo la qualità dell’Italia” ha scritto sui suoi canali social.
La soddisfazione del ministro Abodi
E stamattina dai microfoni di Rtl 102,5 ha rilanciato: “Nonostante si parlasse delle regate preliminari” quelle viste in questi giorni nel suggestivo scenario di Napoli hanno riscontrato “un successo straordinario. Ieri il lungomare di Napoli sembrava un secondo ‘Maradona’, e molto più addirittura, perché 100.000 persone sono la testimonianza di una partecipazione non soltanto dei napoletani, era pieno anche di stranieri” ha sottolineato. “D’altro canto l’America’s cup “è un evento internazionale dal valore veramente planetario e noi l’abbiamo pensato non soltanto per lo sport ma per tutto quello che esprime. Questa è una competizione che ha attraversato, e sta attraversando, tre secoli di storia, ma vogliamo costruirci una narrazione concreta, immediata, positiva, diffusa nei benefici, a partire da quello che stiamo facendo sui territori”.
Orgoglio e responsabilità
In radio il ministro Abodi ha guardato a ieri e al futuro, unendo all’orgoglio il grande senso del dovere che contraddistingue le Istituzioni: “Questo successo delle regate preliminari, da un lato, ci gratifica e, dall’altro, ci responsabilizza, perché vuol dire che dovremo, a partire da maggio prossimo, organizzare qualcosa di ancora più significativo e coinvolgente. E questo vuol dire tante cose anche dal punto di vista organizzativo. Abbiamo letto negli occhi delle persone, attraversando la città, la felicità, la gratitudine per quello che abbiamo già realizzato, per i messaggi che abbiamo mandato e per le iniziative, non necessariamente veliche, che abbiamo organizzato. In questa settimana noi abbiamo fatto tante cose a Napoli e dintorni: aperto playground, sottoscritto accordi per i ragazzi che sono nel carcere minorile, siamo tornati, come facciamo sempre, a Caivano, dove abbiamo addirittura portato nella piscina, per la seconda volta, delle piccole imbarcazioni e fatto provare l’ebbrezza della vela a 300 bambini. Tante cose”, ha aggiunto Abodi.
La Nazionale: un percorso da fare
Inevitabile la domanda sulla nuova nazionale di città Roberto Mancini, che ha iniziato con una sconfitta contro il Belgio in Nations League. Anche su questo il responsabile dello Sport dell’Esecutivo Meloni invita alla fiducia: “Non si può pensare di cambiare un mood in poche settimane. Bisogna lavorare, bisogna avere pazienza, bisogna continuare comunque ad amare questa maglia e questa squadra, questi ragazzi, questo allenatore. Mi sarei sorpreso del contrario. Comunque c’è un percorso da fare e bisogna accompagnarlo da tutti i punti di vista. Ci sono comunque dei segnali, ci sono tanti ragazzi che scenderanno in campo, che sono scesi in campo anche da esordienti, quindi diamo il tempo di dimostrare il valore che si consoliderà proprio nel tempo. Quando si apre un ciclo nuovo, la pazienza è un elemento imprescindibile”.
Il ruolo dei ‘sentimenti’
Abodi ha poi ribadito: “Io mi rendo conto che, proprio forse per amore, noi siamo tutti anche un po’ pretenziosi e vorremmo vedere la nostra Nazionale tornare ai livelli ai quali eravamo abituati e che i nostri figli, i nostri nipoti purtroppo non hanno mai visto. Quindi questo è l’altro aspetto che per noi è rilevante. Però, quando si apre un ciclo nuovo o si riapre un ciclo, quell’elemento lì è decisivo: la tranquillità con la quale dobbiamo lasciar lavorare. Le motivazioni non mancano a nessuno, di tutti quelli che scendono in campo, che stanno in panchina, dello staff, a partire dal tecnico. Quindi non pensiamo che tutto questo succeda senza sentimenti: c’è il trasporto, c’è l’impegno e ci sono anche gli avversari che, comunque, in molti casi sono ormai già consolidati nei loro valori. Quindi non possiamo pensare anche di raggiungerli così velocemente, sarebbe troppo superficiale”, ha aggiunto Abodi.