Sciopero il 17 ottobre
Toh chi si rivede: l’autunno caldo. Landini chiama la piazza per “salvare” la Costituzione ferita. E strumentalizza la tragedia del Colosseo
Tutti in piazza contro il governo Meloni, niente di particolarmente originale. Stavolta la chiamata alle armi della Cgil è in difesa della Costituzione, che sarebbe in pericolo. Puntuale come ogni anno il compagno Landini inaugura l’autunno caldo con un sciopero nazionale. “Siamo di fronte a un rischio pericoloso di regressione. La nostra Costituzione non solo va difesa, va applicata. Ed è per questo che abbiamo deciso di lanciare una grande manifestazione nazionale per il 17 ottobre. Penso che sia il momento di scendere in piazza. Il 17 ottobre è ora che ci riprendiamo la parola”. Così il pasdaran della rivolta sociale, insieme ad Arci, ANoi, Emergency, Acli e Forum Disuguaglianze e diversità, torna ad alzare il livello dello scontro. La narrazione è sempre la stessa, slogan “copia e incolla”, vecchie parole d’ordine. Fare muro contro “la torsione autoritaria in Italia”.
Landini chiama la piazza, come ogni anno. Per salvare la Costituzione
Nel mirino del numero uno del sindacato anche il presunto bavaglio del governo alla libera informazione, con un richiamo indiretto al caso Ranucci. “C’è un evidente attacco alle libertà costituzionali. Se c’è una caratteristica di questo governo è voler mettere in discussione i valori della nostra Costituzione”. Così Landini a margine di un evento della Cgil a Palermo. Con toni barricaderi scodella i “pericolosi attacchi” del governo alla Carta costituzionale. “Lo ha fatto tentando di mettere in discussione l’autonomia della magistratura, ma per fortuna gli italiani a maggioranza hanno detto che non sono d’accordo. E lo ha fatto sul diritto a manifestare, sul diritto di sciopero. Anche l’attacco alla libertà di stampa, al giornalismo d’inchiesta, è su questa linea. Insomma, a questo governo da’ fastidio la nostra Costituzione”.
Morte del giovane operaio al Colosseo, “la precarietà uccide”
Dopo aver tirato per la giacca il presidente Mattarella (“uno di loro”) non esista a strumentalizzare la tragedia del Colosseo con la morte del giovane operaio, che rasenta lo sciacallaggio. “La precarietà non è una sfortuna, è legata alle forme di lavoro assurde che sono state introdotte. La precarietà uccide: quel ragazzo di 22 anni che è morto al Colosseo, lavorava in un’azienda in subappalto. È la logica della precarietà”. Inutile dire che, a dispetto dei numeri certificati, per Landini il governo Meloni ha trascurato il dossier lavoro. Eppure le cifre dicono ben altro: dall’inizio del mandato, l’occupazione stabile è aumentata di circa 1,2 milioni di unità, mentre i lavoratori precari sarebbero diminuiti di oltre 550.000 rispetto ai governi precedenti.
Il tetto nelle classi, Landini: una mossa pericolosissima
Infine una lettura ideologica anche della proposta del governo, annunciata dalla premier dal palco di Fenix, di inserire una tetto al numero di stranieri nelle classi. “Sono tutte mosse elettorali pericolosissime. In questo modo – alza la voce Landini – si mette in discussione un diritto fondamentale e si mette in discussione la funzione della scuola”. Anche sulla fuga di cervelli la tesi è a dir poco bislacca. Il leader della Cgil mette in relazione con l’immigrazione il fenomeno dell’esodo dei giovani all’estero. “Siamo in una situazione in cui i giovani non solo sono precari ma se possono vanno via dal nostro Paese. E non è più solo un fenomeno del Mezzogiorno, ma di tutto il Paese. Ogni anno, tra laureati e diplomati, vanno a usare la loro intelligenza fuori dal nostro paese”. La ricetta? “Anziché aver paura di quelli che dovrebbero arrivare nel nostro paese, il governo dovrebbe porsi il problema non di chiudere i porti ma di chiudere gli aeroporti e di non fare andare via nessuno”.