Ego fuori controllo
Ranucci fa gli scatoloni e lascia l’ufficio di “Report” con un video di alta megalomania, sulle note di “The sound of silence”
Titolo: “Ranucci fa gli scatoloni”. Colonna sonora “The sound of silence” di Simon & Garfunkel, brano straordinariamente evocativo, profonda riflessione sul solitudine, sull’incomunicabilità e sull’indifferenza del mondo. Megalomania allo stato puro. La deriva autocelebratica di Sigfrido Ranucci raggiunge vertici di lirismo inauditi con il video che campeggia sulle sue pagine social. “Dopo la rimozione da Report, preparo gli scatoloni e faccio pulizia nei cassetti– recita il post con cui l’ex conduttore accompagna il suo poetico addio dalla redazione del programma Rai. Non si contiene: “Una storia durata 20 anni, e come l’alta marea restituisce relitti dal passato: ecco che spunta una lettera ingiallita e impolverata scritta nel 2006 dall’allora Presidente della Regione Lazio, Marrazzo, in risposta a Milena Gabanelli, nella quale rifiutava l’intervista”. (Qui il video su Fb).
Ranucci su Fb: colonna sonora e testo di un ego fuori controllo
Un video che restituisce fotogramma dopo fotogramma l’ego Esmisurato di un uomo che si considera insostituibile e che si dipinge come l’ultimo (o l’unico) dei grandi giornalisti d’inchiesta che Dio abbia messo in terra. Il video “zoomma” sui cassetti vuoti dove sopravvive qualche pacchetto di fazzoletti di carta, mozziconi di elastici, penne, dischetti sparsi. Il tutto per dare l’idea della desolazione, dopo di me il diluvio. Manca solo la citazione manzoniana dell'”Addio ai monti” di Lucia Mondella e la dimensione tragica del momento sarebbe ai massimi vertici della letteratura aziendale mondiale. E’ la musica la chiave di tutta la “drammaturgia” creata da Ranucci, il sottotesto con cui creare intorno alla sua vicenda il clima di quella “character assassination senza precedenti che forse non ha precedenti nella storia del nostro Paese, ma forse anche a livello mondiale”.
“The sound of silent”, Ranucci fa la colonna sonora del suo addio
Il brano celeberrimo “The sond of silence” non è un testo qualunque. E’ diffusa la convinzione che fosse stato scritto da Paul Simon in seguito all’assassinio del Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963. Non c’è la certezza di questa connessione, almento le cronache non ne danno certezza. Molti ritengono piuttosto che il tema della canzone sia soprattutto l’incapacità dell’uomo di comunicare, con un titolo e un testo intrisi della ben nota passione di Simon per gli ossimori. Epperò non stupisce affatto che la colonna sonora di sé stesso scelta da Ranucci richiami a un “trauma” collettivo – quelloche la sua uscita di scena dovrebbe provocare-; a un omicidio nientemeno (giornalisticamente parlando).
Ancora un dato che potrebbe essere sintomo di autoesaltazione: il brano fu cantato a Ground Zero da Simon in uno dei momenti più toccanti della storia recente: proprio quell’11 settembre 2011, in occasione della cerimonia commemorativa per il 10° anniversario degli attentati alle Twin Towers. E’ un caso che proprio oggi Ranucci abbia pubblicato questo video?