Come un ristorante stellato
Mengoni inaugura a Milano i concerti “poveri free”: biglietti da 200 euro, niente hit e cellulari sigillati
Siete ancora fermi ai prodotti sugar free, senza zucchero? Marco Mengoni sta per inaugurare a Milano i concerti poveri free, dove il biglietto più economico costa almeno cento euro. Perché guardando il listino dello Sbagliato, il nuovo club milanese del cantante, la considerazione viene naturale: 100, 150 e 200 euro a biglietto. Roba da fan sfegatati, ma ricchi.
Dal 5 novembre al 19 dicembre, l’ex Teatro Principe di viale Bligny ospiterà 26 serate per appena 500 spettatori alla volta. Un esperimento che Mengoni riserva a una cerchia di affezionati, in un evento mignon, almeno nelle dimensioni della sala. Il prezzo del botteghino, invece, è extralarge.
E non aspettatevi il concerto tradizionale con brani come Due vite e L’essenziale, piazzate al momento giusto per far cantare tutti. No, troppo commerciale e popolare. Lo Sbagliato nasce precisamente per fare altro. Cantare tutto tranne i successi più noti di Mengoni.
Mengoni allo Sbagliato: nessuna scalaetta, è garantito solo il prezzo elevato
La premessa è tutt’altro che rassicurante. Ogni sera potrà essere diversa. Il 37enne cantante di Ronciglione vuole recuperare pezzi meno frequentati del suo repertorio e pescare nella musica che ama, con cover di Al Green, Marvin Gaye e Danny Hathaway. Per quanto riguarda i biglietti ci saranno tre categorie: circa 29 posti sul palco, che avranno un costo di 200 euro, il parterre con posti a sedere a 150 euro e i posti in piedi a 100 euro.
Le grandi hit non sono il centro dell’operazione. Chi spende 200 euro, dunque, compra anche il diritto alla sorpresa. Non necessariamente quello di ascoltare la canzone per cui avrebbe speso 200 euro. È il fascino del laboratorio. O, per i meno romantici, una costosissima modalità per vedere il loro idolo del vivo.
Il telefono? Chiuso nella custodia
Oltre ai poveri vengono messi al band anche gli smartphone. All’ingresso verranno infatti messi in apposite custodie sigillate, restando inutilizzabili durante lo spettacolo.
Niente fotografie, niente dirette, niente video verticali con davanti quaranta braccia e dietro Mengoni grande quanto un francobollo. Spendi duecento euro ma non puoi documentare la tua spesa folle. Si guarda il concerto. Solo con gli occhi. Un’usanza vintage piuttosto diffusa fino ai primi anni ’90 anche se a costi decisamente più accessibili. Il risultato è che chi esce dallo Sbagliato non potrà documentare ogni secondo della serata. Dovrà raccontarla. Nel 2026 è quasi avanguardia.
Da Springsteen ad Adele e Coldplay: quanto costa Mengoni rispetto alle star?
Restano i prezzi. Per Adele si poteva entrare spendendo meno di 75 euro. Per i Coldplay a Roma si partiva da 57,50. Taylor Swift negli Stati Uniti annunciava una fascia standard da 49 dollari.
Allo Sbagliato, invece, sotto i 100 euro non si entra. C’è però una differenza piuttosto evidente: sono soltanto 500 spettatori. Non uno stadio da sessantamila persone nel quale Mengoni lo vedi col binocolo. Qui la distanza dal palco fa parte di ciò che si compra. Pazienza se a cento euro non hai neanche diritto a uno sgabello.
Mengoni e il paragone con il ristorante stellato
Marco Mengoni ha paragonato il costo dell’esperienza anche a quello di una cena in un ristorante milanese esclusivo. “Se vai a cena in un ristorante stellato spendi qualcosa che s’avvicina molto a quelle cifre”, commenta lui. Con una differenza. Al ristorante da 200 euro non sai necessariamente che cosa arriverà nel piatto. Ma se lo chef è famoso per il risotto, un po’ ci speri. Allo Sbagliato puoi arrivare aspettando Due vite e tornare a casa senza averla sentita. Il conto, invece, è garantito. E non puoi neanche fare la foto al piatto.
Il progetto durerà solo due mesi, poi Mengoni fa sapere che lo trasporterà altrove, in un cinema o in tv, o in un’altra città italiana. Si spera a prezzi più popolari.