Il 5% del Pil
Meloni alla Milano Fashion Week: “La moda è lavoro, identità, cultura. Il Made in Italy va difeso e promosso ogni giorno”
Il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, ha dato voce al grazie del settore per la partecipazione alla serata inaugurale: "Era il momento giusto, vuol dire che il governo guarda a questa industria"
“Ho pensato che fosse particolarmente giusto quest’anno, in un momento che non è facile per il comparto, che però continua a darci grandi risultati, dare un segnale anche fisico di presenza e di vicinanza, non solamente con i provvedimenti, non solamente con le risorse”. Giorgia Meloni lo ha detto in occasione della cena di gala di apertura della Milano Fashion Week a Palazzo Reale, organizzata in occasione dell’inaugurazione della mostra “Dalì e la moda”. Una partecipazione che è giunta a sorpresa e che è stata particolarmente apprezzata dagli addetti ai lavori, cui ha dato voce il presidente della Camera nazionale della Moda, Carlo Capasa.
Meloni: “Il Made in Italy va difeso e promosso ogni giorno”
“Avrete visto i 100 milioni per incentivare gli investimenti. L’ultimo di tante cose che stiamo facendo, però anche esserci fisicamente penso che sia un modo bello di dire grazie al settore per quello che fa, per la nostra economia, per la nostra forza, per la nostra rappresentazione nel mondo e anche per dire che il governo c’è”, ha aggiunto la premier parlando con i cronisti.
Un ragionamento che la premier ha proseguito social, dove ha ricordato che quando si parla dell’industria della moda si parla di “un settore strategico” e di uno “dei fiori all’occhiello del Made in Italy”. “Imprese, artigiani, lavoratori, giovani talenti. Una filiera che parte dai distretti, dal tessile alla pelletteria, dalle calzature agli accessori, e arriva sulle passerelle di tutto il mondo. Una filiera che merita di essere sostenuta e valorizzata”, ha scritto Meloni, postando una foto della serata.
La premier, quindi, dopo aver ricordato l’investimento da 100 milioni, rivolto in particolare alle piccole e medie imprese della filiera, con risorse riservate alle microimprese e al Mezzogiorno, ha sottolineato che “siamo impegnati anche per contrastare la concorrenza sleale e per incentivare il passaggio generazionale delle competenze artigianali specializzate”. “La moda è lavoro, identità, cultura. È Made in Italy, e il Made in Italy va difeso e promosso ogni giorno”, ha concluso la presidente del Consiglio.
Le polemiche ottuse dell’opposizione
La partecipazione di Meloni alla serata inaugurale della Milano Fashion Week è stata criticata dal capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, e da Matteo Renzi, che l’hanno messa in contrapposizione con l’Assemblea generale dell’Onu. Quest’ultimo in un video ha parlato di “figuraccia”, eppure fu proprio lui l’ultimo premier a inaugurare una Milano Fashion Week, nel 2016. Circostanza che fa riflettere sulla strumentalità delle accuse all’attuale presidente del Consiglio.
A fronte di un’opposizione che cerca la polemica costante, è arrivato però il ringraziamento del comparto che vale il 5% del Pil e dà lavoro a un milione di addetti, come ha ricordato il presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, non appena si è diffusa la notizia della partecipazione della premier.
L’apprezzamento di Capasa: “Il governo guarda a questa industria”
“Era il momento giusto. I segnali ci servono nel momento in cui bisogna darli. Oggi andava dato un segnale alla moda di vicinanza e c’è stato. Vuol dire che il governo guarda questa industria”, sono state poi le parole di Capasa al termine della cena. “Lei – ha proseguito il presidente della Camera della Moda – ha rubato del tempo ai suoi impegni in un periodo complicato, per venire qui e abbiamo apprezzato molto il gesto di andare a salutare tutti gli imprenditori presenti, di voler capire la nostra industria e la filiera, e di aver trovato un minuto per ascoltare tutti”.
Come Camera della Moda, ha proseguito Capasa, “abbiamo già un canale con il governo. Abbiamo parlato dello stato generale della moda, del bello della moda e del fatto che bisogna fare sistema ed essere tutti coesi”. Inoltre, “abbiamo parlato dell’importanza di formare le persone, di fare upskilling, e dell’importanza del capitale umano”. Per Capasa “è importante salvaguardare anche le piccole imprese, facendo un lavoro tutti insieme, fatto bene per le imprese. Ho apprezzato molto il suo approccio pragmatico e istituzionale e la sua vicinanza”.
Sala: “Un onore averla qui”
E apprezzamento per la presenza della premier è stato espresso anche dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Meloni ha sempre dimostrato interesse per la moda ed è un onore averla qui”, ha detto Sala dando il via al gala dinner, che ha suscitato una certa curiosità anche per gli aspetti di colore.
Il tavolo con i big del settore
La premier indossava uno smoking nero firmato da Ermanno Scervino. Al tavolo era, tra gli altri, con Sala, Capasa e il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. Con loro anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, l’amministratore delegato di Kering Luca de Meo, l’ad di Dolce&Gabbana Alfonso Dolce, Frédéric Arnault di LVMH, Diego Della Valle di Tod’s, il patron Di Otb Renzo Rosso, Remo Ruffini di Moncler, la Global Editorial Director di Vogue Anna Wintour, il ceo del gruppo Prada Andrea Guerra, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli.
Dallo smoking di Scervino al menu: una celebrazione dell’eccellenza italiana
Al suo arrivo nel cortile del museo ha salutato la stilista Alberta Ferretti, Brunello Cucinelli, Remo Ruffini, Renzo Rosso e altri imprenditori. Per l’occasione anche la tavola ha celebrato l’eccellenza italiana. A firmare il menu è stato Da Vittorio, storico ristorante tre Stelle Michelin della famiglia Cerea, che per cominciare ha proposto una terrina di melanzane con caprino e salsa al basilico, accompagnata dal Franciacorta Brut Cuvée Royale di Marchesi Antinori Tenuta Montenisa; per la portata principale sono arrivati i Paccheri alla Vittorio, preparati e serviti live, abbinati al Franciacorta Extra Brut Cuvée Prestige Edizione 47 di Ca’ del Bosco. Al centro del tavolo, la piccola pasticceria. Un menu nel segno della cucina italiana, con alcuni dei prodotti e delle preparazioni simbolo di Da Vittorio.