Mutismi e imbarazzi
Le Suppletive di Reggio lasciano la sinistra senza parole. Il silenzio eloquente del Campo “larghissimo”
La nota della federazione del Pd di Reggio Calabria è peggiore del silenzio dei big dei partiti del Campo Largo. Perdono il 15 per cento e si attaccano all'astensione
Il mutismo eloquente della sinistra. Il “The day after” le suppletive a Reggio Calabria – così come anche la serata del 28 settembre-, quando a metà scrutinio era già archiviata la pretesa di Fn di fare della città la “Sassonia italiana”- colpisce la “strana” afasìa del centrosinistra. Tanto in settimana si è favoleggiato e sperato in un “spallata” alle forze di governo terremotate dall’effetto Vannacci, quanto dopo il test elettorale si sono verificati silenzi e dichiarazioni che sono state peggio dei silenzio. La coalizione che guida il governo ha superato il 50 per cento dei consensi, il centrosinsitra è staccato di ben 15 punti e Fn quasi all’11 per cento è stato tutt’altro che la fanfaronata dell’effetto Sassonia. Dove Afd è stato in grado di trascinare alle urne un numero recordo di elettori, contrariamente alla percentuale molto bassa di votanti a Reggio. Quindi, in fondo, è comprensibile. Di che dovrebbero parlare?
Suppletive di Reggio, il mutismo della sinistra
Epperò stupisce il silenzio di fronte a un’attesa quasi “messianica” di un risultato anti-governativo con un plebiscito per l’ex generale. Nessuna analisi, nessun punto di vista. Improvvisamente muti. A sinistra erano pronti a dare per morto il centrodestra qualora l’ex generale avesse riportato un risultato più rotondo e soprattutto se il centrosinsitra non avesse fatto la figura miserrima che ha fatto. Quando è sfumato l’ennesimo argomento anti-governativo sono rimasti senza parole: restano il silenzio dei big – al momento- e qualche arrampicata sugli specchi imbarazzante, surreale. Del tipo: l’astensione è un male assoluto ma solo se a vincere è il centrodestra. Ridicolo, no? Il silenzio è d’oro, ma non per la federazione del Pd di Reggio Calabria che vede un unico dato politico dal voto, questo:
La nota lunare del Pd di Reggio Calabria: Colpa dell’astensione
“Il primo dato politico di queste elezioni Suppletive è un’affluenza drammaticamente bassa, ferma al 22,34 per cento. Poco più di un elettore su cinque è andato a votare. E’ un segnale di distacco che deve interrogare tutte le forze politiche”. L’osservazione fa quasi tenerezza per quanto è lunare. Ad interrogarsi dovrebbe essere il centrosinsitra e chiedersi come mai di fronte a un’opportunità dipinta come “unica” – dare un segnale al governo- siano rimasti a casa, posto che l’elettorato di centrodestra è quello che si è mosso per recarsi alle urne. Conclude poi la nota della federazione metropolitana del Pd di Reggio Calabria. “Davanti a un’astensione di queste dimensioni, anche la vittoria e le percentuali dei candidati hanno un valore francamente relativo”.
L’arma delle disperazione del centrosinistra: delegittimare, derubricare
L’astensione usata come giustificazione della sconfitta è semplicemente l’argomento della disperazione: non risulta che alle Regionali in Umbria e in Emilia Romagna vinte dal centrosinsitra si siano levate voci che delegittimassero il risultato in virtù, anche in quella occasione di un vistoso calo di affluenza. Non risulta che la vittoria dei due governatori De Pascale e Proietti sia stata considerata “relativa”. La realtà registra che nel campo “larghissimo” come lo ha definito la premier Meloni includendo anche Fn, non hanno saputo intercettare né mobilitare alcunché. Eppure Elly Schlein era “sveglia” ieri in serata, insieme a tutta la sinistra: hanno commentato in massa la sentenza Regeni, quindui non possono non avere avuto contezza della batosta reggina. Ma in fondo meglio star zitti piuttosto che dire stupidaggini.