La strana conversione
Ilaria Salis chiede lo scudo degli agenti per scappare dai giornalisti. Quando servono a lei i poliziotti non fanno più paura (video)
Che brutta fine Ilaria Salis, costretta a chiedere lo scudo della polizia per sfuggire ai giornalisti di Quarta Repubblica. Incredibile ma vero. La pasdaran delle occupazioni abusive, la bandiera anti-sbirri sventolata dall’estrema sinistra, condannata per oltraggio a pubblico ufficiale, arrestata a Budapest per violenze, chiede aiuto ai poliziotti per sfuggire alle domande della giornalista Eugenia Fiore. “Sicurezza, sicurezza, ho bisogno”, dice agli uomini in divisa sempre dipinti come pericolosi manganellatori. E’ successo prima a Strasburgo, dove la Salis è stata eletta con Avs per sfuggire al carcere ungherese, poi a Roma.
Ilaria Salis, l’anti-sbirri, chiede aiuto alla Polizia per sfuggire ai giornalisti
Il fattaccio à raccontato dall’inviata di Quarta Repubblica al Parlamento europeo che prova a intercettare la maestra antifa per chiedere lumi sul licenziamento senza giusta causa di due ex collaboratori. La giornalista ricostruisce la vicenda sui social. “Il 22 luglio esce una notizia che, ammettiamolo, ci lascia tutti un po’ perplessi. Ilaria Salis, condannata per il licenziamento di due ex collaboratori. Insomma, proprio lei, la paladina dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. I diritti dei lavoratori e delle lavoratrici sono una cosa molto seria. E così siamo andati a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, per cercare di capire. Strasburgo”.
Fugge dalle domande dell’inviata di Quarta Repubblica e invoca “sicurezza”
Arrivati a Strasburgo però la compagna Ilaria si sottrae alle domande, le schiva con buona pace del diritto di cronaca, mantra delle sinistre che quotidianamente gridano al bavaglio di Stato. Fugge e poi si rivolge alla sicurezza chiedendo di cacciare dal Parlamento i fastidiosi cronisti. Lo staff del Parlamento europeo, però, li lascia passa. Ma all’uscita stessa scena. “Salve, onorevole Salis, allora possiamo parlare con lei?”, chiede l’inviata di Rete 4. “Mi lasci lavorare”, risponde subito Salis. “Ma come mai? Ma scusi, ha licenziato i suoi collaboratori…”, insiste la giornalista. “Solo qualche domanda…”. Ma l’europarlamentare arruolata dalla coppia Bonelli-Fratoianni chiede l’intervento degli agenti e segnala la troupe per non farla più lavorare, come un Trump qualsiasi.
Anche a Roma chiede l’intervento degli agenti e non risponde
A Roma si ripete lo stesso schema, come riconosce la troupe si rivolge alla sicurezza. Sulla pagina social di Quarta Repubblica viene riproposto il video dell’incontro ravvicinato. “Sarà l’atmosfera fredda dell’Europarlamento, abbiamo pensato. Così ci riproviamo a Roma. Ma è peggio – racconta l’inviata – ‘Sono impegnata. Mi state disturbando da mezz’ora’, dice la Salis. ‘Solo qualche domanda, siamo venuti fino a Strasburgo e lei ci ha cacciati. Ma perché ci tratta come criminali?’. Niente da fare”. Anche stavolta chiede il soccorso dei poliziotti: da agguerrita militante anti-sbirri a superpoliziotta.