A un mese dalla morte
Il ricordo bipartisan di Guccini alla Camera.”Piaceva anche ai ragazzi di destra”. “La locomotiva inno di libertari e marxisti”
L’Aula della Camera ha osservato un minuto di silenzio, seguito da un applauso, per Francesco Guccini, cantautore, scrittore ed attore italiano, scomparso lo scorso 6 agosto. E ha messo tutti d’accordo, in Parlamento. Destra e sinistra hanno sollevato un coro unanime: “Grazie Maestrone”, in un ricordo bipartisan. Nella commemorazione in aula a Montecitorio del cantautore scomparso nello scorso agosto, da FdI a Avs tutti i deputati hanno esaltato la figura dell’autore de ‘La locomotiva’, alcuni spingendosi un pò a sorpresa a dichiarasi veri e propri fan. A chiedere un minuto di silenzio all’aula è stato il presidente di turno Giorgio Mulè: “Con la scomparsa di Francesco Guccini perdiamo un esponente di rilievo della cultura del nostro Paese, che ci ha tuttavia lasciato una grande eredità poetica e musicale, destinata a essere continua fonte di riflessione e ispirazione. Grazie, Francesco, grazie Maestrone”, ha detto Mulè.
Per Gianni Cuperlo, Guccini “seppure avesse ‘previsto tutto questo'”, certamente non avrebbe previsto di “essere commemorato da questi banchi”. Il deputato del Pd, citando molti versi dei testi di Guccini, ha aggiunto: “Per il poco che conta, oggi da quest’aula, che mai consentiremo di ridurre a ‘sorda e grigia’, a te, poeta e musico, cantastorie sapiente cresciuto dal popolo, a te, Francesco, a te, Maestrone, solamente il nostro grazie”. Parole di ammirazione sono arrivate anche da FdI, con la deputata Beatriz Colombo: “La cultura, la musica popolare, non appartiene a una classe politica, non appartiene a qualcuno in particolare: appartiene a noi, alla nostra generazione, alla nostra storia, a tutti coloro che hanno sensibilità per comprenderla. Guccini aveva le sue convinzioni, spesso lontane dalle nostre – lo ammetto -, ma le differenze politiche non hanno mai impedito a tanti giovani di destra e sinistra di ascoltare le sue canzoni, di riconoscersi in alcuni suoi versi e di apprezzarne il coraggio intellettuale”, ha detto.
Colombo ha sottolineato: “Le sue parole continueranno a vivere anche attraverso chi non ha condiviso tutte le sue idee, perché un grande artista non ci chiede necessariamente di essere d’accordo con lui. La destra di cui faccio parte ha questa apertura mentale che mi ha regalato la libertà di leggere qualsiasi libro e di ascoltare qualsiasi cantautore, senza preclusioni”. Per l’esponente di FdI, Guccini è stato “una voce libera che è entrata nella storia culturale della nostra Nazione”.
Ancora più ‘gucciniana’ si è rivelata la Lega: “Con emozione ed onore vorrei ricordare oggi la figura di Francesco Guccini, visto che oltre 40 anni fa acquistai una prima sua musicassetta e ho partecipato a una decina di suoi concerti. Anch’io, allora, portavo quell”eskimo innocente'”, ha detto Massimiliano Panizzut. Stessi toni da Forza Italia: “Se un Parlamento si ferma una mattina per rendere omaggio alla memoria di un grande cantautore, di uno scrittore come Francesco Guccini, allora forse, probabilmente, quella gloria diventa un lascito e gli applausi un’eco eterna”, ha detto Paolo Emilio Russo.
Per Maria Elena Boschi (Iv), “restano le sue parole e soprattutto le sue domande” e “ci lascia domande senza tempo e sogni che non passeranno. Grazie, Maestrone'”. Secondo Antonio D’Alessio (Azione), “con Guccini se ne è andato un capitolo fondamentale della cultura italiana. È stato cantautore, scrittore, osservatore lucido della società italiana. Con le sue riflessioni e i suoi testi mai banali ha fotografato il Paese e la nostra epoca con voce unica mantenendo intatto il suo anticonformismo e la sua indipendenza”.
Marco Grimaldi (Avs) è partito da ‘La locomotiva’ per parlare di chi, “l’ha urlata, come tanti di noi, magari dietro una cassa di una manifestazione o davanti ad un falò in spiaggia. Scommetto che l’ha fatto tante volte anche chi libertario o marxista non era. Ma scommetto anche che sarà ancora un canto politico potente come quel treno lanciato a bomba contro l’ingiustizia”. Per Grimaldi, “le sue canzoni sono diventate ‘uno dei luoghi in cui la storia continua a essere ricordata’. Auschwitz, Noi non ci saremo, Primavera di Praga, Canzone per Silvia, Piazza Alimonda. In tempi di rimozioni, dimenticanze colpevoli e riscritture di quella storia, cosa c’è di più prezioso?”. Parole di omaggio anche da Ilaria Cavo di Nm (“commemorare Francesco Guccini significa ricordare una parte importante della storia culturale e civile del nostro Paese”) e da Manfred Schullian del Misto (“ha dimostrato che le parole, quando sono autentiche, sono essenziali. Non hanno bisogno di contorno, arrivano alla teste di tutti e ti gonfiano il cuore. Ringrazio un uomo che ha reso più poetica anche la mia vita”.
Gaetano Amato, esponente del M5S, ha invece messo in luce che “Guccini, come tutti i monumenti, potrebbe essere ricordato con dei termini: poeta, cantautore, intellettuale o maestro, perché lui maestro lo è stato davvero. Ma mentre i maestri, in genere, si limitano ad insegnare, Guccini raccontava e raccontando lasciava a noi il mestiere più difficile, che è quello del capire: capire un ragazzo che parte, un vecchio che rimane, un amore che finisce, un Paese che cambia, una stagione politica che promette il paradiso e poi ti scaraventa nell’inferno. Con Guccini se ne è andato un capitolo fondamentale della cultura italiana. È stato cantautore, scrittore, osservatore lucido della società italiana. Con le sue riflessioni e i suoi testi mai banali ha fotografato il Paese e la nostra epoca con voce unica mantenendo intatto il suo anticonformismo e la sua indipendenza. Le sue canzoni sono un patrimonio di tutti. Ha fatto diventare la canzone una sorta di racconto civile e letterario. Diventa limitativo definirlo un cantante: è stato romanziere con la pubblicazione di 26 libri, insegnante di lingua italiana, studioso di dialettologia. ‘Il più colto dei nostri cantautori’ lo definì Umberto Eco. Un suo verso ‘Piazza Alimonda’ ha ricordato a toltato le sue canzoni il cordoglio del gruppo di Azione”, ha detto, Antonio D’Alessio deputato di Azione, nel corso della commemorazione di Francesco Guccini tenutasi stamani nell’Aula della Camera.