Amnesty International
Il manganello di Sanchez. La Spagna solidale e accogliente è accusata di torture ai migranti di Ceuta
La Spagna accogliente e solidale di Pedro Sanchez si trova a fare i conti con un altro scandalo su Ceuta, i migranti e la denuncia di torture, umiliazioni e molestie quotidiane da parte di militari spagnoli, insieme a cibo insufficiente e difficoltà di accesso alle cure. Una missione di Amnesty International, svolta dal 10 al 15 settembre e basata su oltre 65 testimonianze, avrebbe documentato lesioni compatibili con manganellate e raccolto racconti di pestaggi, minacce e gravi abusi da parte di militari spagnoli. Tra gli episodi denunciati figurano persone legate con fascette, picchiate o spinte da punti sopraelevati, oltre a umiliazioni a sfondo religioso, come l’obbligo imposto a musulmani di inginocchiarsi e baciare una croce. Amnesty riferisce inoltre vessazioni definite razziste, xenofobe e islamofobe e pressioni finalizzate a rendere difficile la permanenza dei migranti in città. Sanchez e Ceuta restano un binomio disastroso.
Sanchez ancora alla prese col bubbone di Ceuta
Molto critiche anche le condizioni umanitarie: secondo Amnesty, molti migranti ricevono un solo pasto al giorno e devono scegliere tra mettersi in fila per il cibo e accedere alle cure sanitarie. Sono denunciate anche discriminazioni negli ospedali, persino nei confronti di feriti e minorenni.
Centinaia di donne e minori non accompagnati dormirebbero ancora per strada o in insediamenti privi di docce e servizi igienici. Alcuni minori soli avrebbero chiesto senza successo protezione alla polizia. Amnesty ha quindi scritto al premier Pedro Sánchez e al presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas, chiedendo interventi urgenti per assistenza umanitaria, accoglienza dignitosa e tutela dei minori.
L’organizzazione riferisce di aver documentato con fotografie e video lividi e lesioni compatibili con colpi di manganello, anche alla testa. Tra le pratiche denunciate figurano insulti, minacce per spingere i migranti a lasciare la città, molestie per impedire loro di dormire e umiliazioni come costringere persone musulmane a inginocchiarsi e baciare una croce cristiana o privarle del cibo se rifiutano un ordine. “Amnesty colloca questi episodi in un clima di crescente disumanizzazione e diffusione dei discorsi d’odio, che colpisce anche chi aiuta i migranti. La stessa delegazione riferisce di essere stata identificata dalla polizia durante la missione e di aver subito molestie e insulti da un gruppo di militari nei pressi dell’ospedale l’11 settembre.