Fatti vs propaganda
Decreto Caivano: il Pd ha votato contro, ma per i suoi sindaci “fa la differenza”. Il caso di Orta Nova
Nel Comune del foggiano un progetto per la "banda di comunità" che usa la musica come antidoto alla devianza e alla criminalità giovanile: a renderlo possibile un bando del Mic che rientra nell'estensione a livello nazionale del "modello Caivano"
A Orta Nova, cittadini di quasi 17mila abitanti in provincia di Foggia, l’espressione “banda di ragazzi” assume un significato diverso da quello cui ci hanno abituato questi tempi: non una gang, ma una banda musicale. A restituire positività all’immagine è il progetto Orta Nova Sound Lab, reso possibile da un bando del ministero della Cultura che è figlio a sua volta del decreto Caivano e delle sue successive estensioni a livello nazionale. Il sindaco di Orta Nova, Domenico De Vito, sebbene sia stato eletto con una coalizione di civiche, è un “tesserato Pd”, come chiarito da lui stesso in un’intervista. Questo aspetto rende il caso foggiano particolarmente interessante, perché il Pd a livello nazionale ha sempre accusato il decreto Caivano di essere una misura che puntava tutto sulla repressione, che mancava di investimenti sociali, che avrebbe “riempito gli istituti minorili fino al collasso”.
Gli effetti dei decreti Caivano sul territorio
Fuori dalla propaganda roboante, nella concretezza del territorio, invece, succede che grazie al decreto Caivano si mettano in piedi progetti che semmai i ragazzini li allontanano dal carcere, allontanandoli dal rischio di devianza e criminalità che alligna ovunque dove mancano strumenti di aggregazione, comunità e partecipazione e ancora di più in quei territori segnati dalla marginalità e dal malessere sociale.
Il progetto Orta Nova Sound Lab
Il progetto Orta Nova Sound Lab vede la collaborazione del Comune con l’Associazione Bande da giro, risultata tra i vincitori del bando del Mic per il “Potenziamento di attività di ricerca e di diffusione delle pratiche musicali nelle periferie e nelle aree ad alta vulnerabilità sociale”. Sarà realizzato grazie all’impegno di una rete di professionisti delle formazioni bandistiche e darà vita a una banda di comunità in un percorso che coinvolgerà ragazzi, famiglie e realtà del territorio. Sono previsti laboratori e corsi di formazione gratuiti che aiuteranno i più giovani a formarsi e crescere come componenti della banda e, come si legge in un articolo di presentazione dell’agenzia Ansa, “il calendario prevede anche la sfilata per le strade del paese a ottobre, e i concerti, a novembre e dicembre, delle bande di Conversano e Bisceglie. A gennaio, a conclusione del percorso, a esibirsi sarà la neonata formazione bandistica di Orta Nova. Nel cartellone è inserita anche una serata speciale con l’orchestra Note di Puglia composta da sole donne”.
Un segnale di rinascita
L’Orta Nova Sound Lab ha conquistato anche la prima pagina del Corriere del Mezzogiorno con il titolo “Una banda di ragazzini contro la mafia. Per allontanarli dai clan il Comune di Orta Nova li arruola in una banda musicale”. C’è un motivo: il progetto è un segnale di rinascita per un Comune che fu sciolto per infiltrazioni mafiose. “Si tratta di un progetto importante – ha detto il sindaco dem Domenico De Vito – che può fare sicuramente la differenza rispetto al passato perché ci sono tutti gli ingredienti per mettere in rete il mondo della cultura e del sociale che ad Orta Nova c’è e deve essere valorizzato”.
Ma il Pd ha votato contro il decreto Caivano-bis
Ma fare quella differenza oggi è possibile anche grazie al decreto Caivano-bis e all’inserimento di Orta Nova tra i sette territori ad “alta vulnerabilità sociale” cui destinare particolari risorse e attenzioni. Gli altri territori sono Rozzano in provincia di Milano, l’Alessandrino-Quarticciolo a Roma, Scampia-Secondigliano a Napoli, Rosarno-San Ferdinando a Reggio Calabria, San Cristoforo a Catania, Borgo Nuovo a Palermo. Ciascuna di queste zone sta conoscendo una nuova vita: da San Ferdinando, dove è stata smantellata la vergognosa baraccopoli di braccianti, a San Cristoforo e Borgo Nuovo, dove si è investito su scuole, percorsi turistici, palestre e riqualificazioni edilizie. Come sempre, senza alcun contributo del Pd a livello nazionale: i dem votarono contro il decreto Caivano-bis, contestandone tra l’altro i requisiti di necessità e urgenza.