Linea giusta
Ddl maranza, Bignami rilancia la stretta sui sussidi alle famiglie: “D’ora in poi la revoca sarà automatica”
FdI porta in Parlamento la linea nata dopo il caso di Legnago: al Senato è già depositato il ddl Gelmetti sulla sospensione dei benefici comunali non essenziali. "Non vi piace? Mica siete costretti a stare qua. Ci saranno più soldi per le famiglie perbene"
«D’ora in poi la revoca è automatica». Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami rilancia la stretta di Fratelli d’Italia sui “maranza” e annuncia un intervento legislativo per sottrarre alla discrezionalità dei singoli sindaci la sospensione dei sussidi alle famiglie dei minorenni responsabili di gravi reati. Una scelta che porta sul piano nazionale il principio della responsabilità genitoriale e affianca il disegno di legge già depositato al Senato da un altro esponente di FdI Matteo Gelmetti.
A fare da detonatore è quanto accaduto a Legnago, nel Veronese. Il sindaco Paolo Longhi, dopo lo scippo ai danni di un’anziana e la rapina a un tabaccaio attribuiti a due quindicenni, ha annunciato una modifica dei regolamenti comunali per intervenire sui contributi erogati alle famiglie che non collaborano con i servizi sociali nel percorso educativo dei figli. Una decisione che ha acceso lo scontro politico e fornito il terreno per trasformare un’iniziativa locale in una battaglia parlamentare.
Bignami: “Basta, risorse alle famiglie perbene”
«Trovate le differenze», esordisce Bignami, contrapponendo la scelta del sindaco alle critiche arrivate dall’opposizione. Poi l’annuncio: «Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per far sì che la revoca dei sussidi alle famiglie dei maranza avvenga automaticamente e non sulla base della scelta di un sindaco».
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«Non ci sembra molto sensato dire che le famiglie, poverine, non c’entrano nulla. Scusate, chi è che ha educato i maranza? Io?», attacca. «L’avranno educato probabilmente le famiglie che magari dicevano: che cosa ci interessa se i nostri figli fanno qualcosa, alla fine nessuno gli farà niente. Invece no, facciamo a loro, ma facciamo anche alle famiglie, tirandogli via i soldi che ho il dubbio che sia quello che gli interessa di più» E aggiunge che le risorse liberate potrebbero essere destinate «alle famiglie perbene».
Il ddl Gelmetti già depositato al Senato
A Palazzo Madama, intanto, è già arrivato un testo articolato in sei articoli. Il ddl Gelmetti introduce un “progetto educativo familiare individualizzato”, attraverso il quale servizi sociali, Comuni e autorità competenti possono coinvolgere genitori, tutori o affidatari nel percorso del minorenne.
Quando il ragazzo viene condannato, anche in primo grado, a una pena detentiva non inferiore a un anno, il Comune può sospendere alcuni benefici. La misura, però, non riguarda indiscriminatamente tutti gli aiuti: restano esclusi i sostegni essenziali, le prestazioni legate ai diritti fondamentali e quelle destinate ai bisogni primari.
Nel mirino finiscono invece contributi, agevolazioni tariffarie e altre utilità comunali discrezionali. Il testo non consente neppure di recuperare somme già percepite legittimamente: l’intervento riguarda soltanto prestazioni future o rinnovi. Prima della sospensione è inoltre previsto il contraddittorio con il nucleo in questione, che dispone di almeno trenta giorni per presentare osservazioni e documenti.
La sinistra insorge senza soluzioni
Le opposizioni contestano il rischio di far ricadere sull’intero nucleo familiare le conseguenze delle azioni di un minorenne. Fratelli d’Italia, al contrario, insiste sulla necessità di responsabilizzare chi esercita la potestà genitoriale e di evitare che l’intervento pubblico diventi un sostegno privo di qualsiasi contropartita educativa. «Non vi piace? Mica siete costretti a stare qua», incalza Bignami. La discussione ora si sposta in Parlamento.