Qualcosa non torna
Milano, De Corato sferza sindaco e giunta: 4500 persone al giorno fanno la fila per mangiare. E loro pensano a migranti e accoglienza
La denuncia: pensionati, fragili e poveri in coda per il cibo. E intanto il Comune promuove progetti per rilanciare l'immagine della città modello su immigrazione e integrazione
È una denuncia amara quella che il deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato, rivolge all’amministrazione cittadina. «Il Comune di Milano continua a promuovere il proprio modello di accoglienza e integrazione attraverso il progetto “La città che accoglie” e il sistema Milano Welcome. È legittimo raccontare i servizi: ma allora Palazzo Marino faccia fino in fondo un’operazione di trasparenza e pubblichi anche costi, risultati e indicatori concreti. Nel 2026 sono stati annunciati 5,5 milioni di euro per quattro progetti finanziati attraverso il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. Ai quali si aggiungono 2 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinati dal Ministero del Lavoro al Milano Welcome Center».
Milano, De Corato: in città 4500 persone al giorno fanno la fila a “Pane Quotidiano” per mangiare
«Si tratta in larga parte di fondi statali ed europei vincolati – specifica De Corato – che non possono essere semplicemente spostati su altre finalità. E mentre Palazzo Marino organizza incontri per raccontare “la città che accoglie”, c’è un’altra Milano che non può essere ignorata: quella delle 4.000-4.500 persone che ogni giorno si rivolgono a Pane Quotidiano per poter mangiare. Circa il 30% sono italiane. E tra loro ci sono molti pensionati che non riescono più a sostenere il costo della vita. Questa è una fotografia sociale drammatica, che dovrebbe interrogare seriamente l’amministrazione sulle priorità della città. Non stiamo chiedendo di contrapporre poveri a poveri. Né di confondere fondi che hanno destinazioni diverse. Stiamo chiedendo una cosa molto più seria: che il Comune dedichi alla povertà crescente dei milanesi la stessa attenzione politica e comunicativa che dedica ai propri programmi di accoglienza».
Pensionati, fragili, poveri in coda per il cibo. E intanto il Comune promuove modelli e progetti di accoglienza e integrazione?
E ancora. «Non basta raccontare Milano come una città inclusiva – prosegue De Corato – se ogni mattina migliaia di persone, tra cui centinaia di italiani e pensionati, sono costrette a mettersi in fila per ricevere un aiuto alimentare. Palazzo Marino pubblichi dunque un rendiconto completo di Milano Welcome e dell’intero sistema cittadino di accoglienza: risorse impiegate, affidamenti, durata dei percorsi, risultati occupazionali e autonomia abitativa raggiunta. E, nello stesso momento, renda pubblico un piano altrettanto dettagliato contro la povertà cittadina: quanti anziani e nuclei fragili vengono assistiti. Quali risorse sono stanziate. E quali risultati vengono ottenuti. La solidarietà non si misura con gli slogan. Neppure con il numero dei progetti finanziati. Si misura nella capacità di non lasciare indietro nessuno. E oggi le code davanti a Pane Quotidiano dicono che a Milano c’è ancora moltissimo da fare».
(Italpress)