I contributi dei militanti
Fondazione Alleanza nazionale: patrimonio morale e materiale della destra patriota. Tra gli asset storici il Secolo d’Italia
Un patrimonio ideale e materiale messo in cassaforte dal 18 novembre 2011. Da quando venne costituita con rogito notarile la Fondazione Alleanza nazionale. Oltre ai beni dell’ex Movimento sociale italiano, prevalentemente immobili del valore di circa 30 milioni di euro e più di 27 milioni di euro in Fondi di deposito bancario, la Fondazione An possiede il patrimonio culturale dei ‘patrioti’. A cominciare dal simbolo della Fiamma tricolore e dal nostro quotidiano Il Secolo d’Italia, di cui la Fondazione possiede il 100 per cento. Qualcuno l’ha ribattezzata la “cassaforte” della destra italiana. Qualcun altro il “forziere” di Giorgia Meloni, dal momento che, pur non essendoci alcun legame giuridico con Fratelli d’Italia, resta quello il legame strettamente politico. La vicinanza con la presidente del Consiglio è anche “fisica” e “familiare”. La Fondazione ha i suoi uffici e l’archivio in via della Scrofa 39, stesso luogo della sede nazionale di Fratelli d’Italia.
Fondazione An, il forziere della destra patriota
Nel cda oltre ad Arianna Meloni compaiono i nomi dei big di FdI. Tanti sono parlamentari di lungo corso: da Ignazio La Russa (‘autosospeso’ da quando è diventato presidente del Senato) a Roberto Menia, da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, a Italo Bocchino, attuale direttore editoriale del Secolo d’Italia. Ma ci sono anche figure di spicco di altri partiti di centrodestra, come Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e presidente della commissione Esteri del Senato. Stando all’ultimo bilancio chiuso il 31 dicembre 2025 e pubblicato online, la Fondazione, presieduta da Giuseppe Valentino, presenta un ‘disavanzo di esercizio’ pari a 116mila 931 euro. Nessun allarme conti. Anzi, il passivo, assicura Valentino, si è ridotto di oltre l’80 per cento.
Valentino: passivo ridotto dell’80% per gli investimenti in titoli di Stato
”È importante evidenziare come il bilancio al 31 dicembre 2025 – scrive Valentino nella sua relazione gestionale – abbia registrato un abbattimento del disavanzo di esercizio di circa l’85% rispetto a quello osservato nell’anno precedente. Grazie, da un lato, agli effetti del riposizionamento degli investimenti mobiliari dai fondi ai titoli di Stato ed obbligazionari, e dall’altro grazie alle ottimizzazioni realizzate sugli importi relativi ai servizi editoriali e di gestione spazi”. ”Abbiamo rafforzato – assicura all’Adnkronos Antonio Giordano, deputato di FdI e vicepresidente vicario della Fondazione – la presenza nella vita politica del centrodestra, attraverso eventi, iniziative e il rilancio del Secolo d’Italia, oggi tra i primi cento siti italiani di informazione online”. Il Secolo, continua Giordano, “è stato riportato al pareggio senza sacrificare posti di lavoro. La razionalizzazione ha restituito il patrimonio immobiliare alla sua funzione, rendendolo profittevole. Le risorse sono state inoltre investite patriotticamente in titoli di Stato italiani. È stato infine restituito prestigio alla sala convegni tra Camera e Senato, che dalla prossima stagione produrrà reddito”. Questo – conclude – “conferma che, a destra, la buona politica sa coniugarsi con una gestione efficiente”.
Tutti i numeri del bilancio e del patrimonio
Il totale del patrimonio netto è di 52 milioni 653mila 688 euro, solo le cosiddette ‘immobilizzazioni finanziarie’ arrivano a 49 milioni 437 mila 631 euro, di cui 18 milioni 708 mila 505 euro di ‘partecipazione in imprese’, 3 milioni 519 mila 327 euro di ‘crediti finanziari’ e ben 27 milioni 209 mila 799 euro di ‘altri titoli’. Non solo: la Fondazione può contare anche su una liquidità di oltre un milione di euro. Quanto alle passività, i debiti verso fornitori sono di appena 28mila 396 euro, mentre il costo per il personale è stimato in 235 mila 530 euro e quello per il ‘godimento di beni terzi’ si ferma a 150 mila 071 euro. Le ‘attività istituzionali e iniziative’ sono costate 271mila 880 euro; circa 300 mila euro rientrano invece nella voce ‘spese ordinarie’.
Il principale asset è rappresentato dagli immobili
Carte alla mano, il principale asset è sempre rappresentato dagli immobili: appartamenti e palazzi, sedi di sezioni ma anche garage e scantinati (circa una settantina in tutto), terreni e fabbricati compresa la sede storica di via della Scrofa. Tutti beni provenienti da contributi e risparmi dei militanti del vecchio Movimento sociale italiano. ”Per quanto concerne la gestione dell’attivo patrimoniale – scrive Valentino nella relazione – deve primariamente essere ricordata l’attività espletata da ‘Italimmobili srl’. Società completamente detenuta dalla Fondazione in cui è stata fatto confluire nel tempo la proprietà della quasi totalità del nostro patrimonio immobiliare. Che ha continuato ad operare nella gestione oculata dei propri flussi di spesa, ad esercitare una costante attività di salvaguardia, conservazione e valorizzazione degli immobili posseduti. E a individuare e cogliere le opportunità di messa a reddito del patrimonio con caratteristiche in linea e compatibili con le finalità culturali e sociali della Fondazione”. In particolare, al 31 dicembre scorso ‘Italimmobili srl’ ha un capitale sociale di 1 milione 530mila euro e un patrimonio netto di 1 milione 468 mila 653 euro. Il valore delle partecipazioni detenute dalla Fondazione in questa società è pari a 18 milioni 621 mila 205 euro.
Italimmobili srl ha ristrutturato la sala convegni di via della Scrofa
Nel corso dello scorso anno la ‘Italimmobili srl’ ha provveduto alla completa ristrutturazione, conclusasi ad inizio 2026, della sala convegni dello storico immobile di Roma (ex sala De Marsanich) dove hanno sede anche gli uffici della Fondazione. “Realizzando una integrale riqualificazione degli spazi disponibili, e della relativa infrastruttura tecnologica, che ha reso gli ambienti molto più funzionali, moderni e pienamente rispondenti alle loro finalità istituzionali”.
Il Secolo d’Italia: 72 milioni di visualizzazioni nel 2025
Altro asset della Fondazione è la srl Secolo d’Italia (con un capitale sociale di 87mila 300 euro e un patrimonio netto di 2 milioni 198 mila 609 euro) che gestisce lo storico quotidiano di destra, fondato nel 1952, disponibile solo nella versione online. ”II Secolo d’Italia Srl ha continuato a mantenere e consolidare il posizionamento della testata nel segmento culturale di elezione (nel 2025 il giornale ha avuto circa 72 milioni di visualizzazioni e 14 milioni di utenti unici). Il quotidiano rimane un punto di riferimento imprescindibile nel panorama dell’editoria del centrodestra. E uno strumento fondamentale per il perseguimento delle finalità statutarie della Fondazione.
Valentino: corposo restyling del sito web dello storico quotidiano
Nel “corso dello scorso anno”, ricorda ancora Valentino, ”l’azienda ha attivato e gestito un corposo processo di restyling del sito web del giornale, conclusosi all’inizio di quest’anno. Finalizzato non solo a migliorare e rendere più attraente l’aspetto grafico della testata ma anche alla creazione di un ambiente che, oltre alla mera lettura degli articoli proposti, rende possibile per l’utente l’acquisto sia di prodotti editoriali che di contenuti. Ha completato un generale processo di assestamento organizzativo, successivo al piano di crisi dell’esercizio precedente, attraverso alcune promozioni interne e l’inserimento di nuove figure”.
Al vertice due donne, caso unico nel panorama dell’editoria italiana
“L’assetto finale”, sottolinea Valentino, “vede, in particolare, la presenza di due professioniste di comprovata esperienza e professionalità nel ruolo di vicedirettrici. Configurazione che rappresenta con ogni probabilità un caso unico nel panorama dell’editoria italiana. Articolato un profilo di offerta del proprio prodotto editoriale che ha consentito di conseguire nell’anno una adeguata raccolta pubblicitaria”. Gli” effetti combinati di tali azioni hanno portato la società a consuntivare anche nel 2025 un risultato di esercizio in sostanziale pareggio. E a presentare un assetto economico, patrimoniale e finanziario stabile, sostenibile e giudicato, in costanza di vigenza delle previsioni di legge attualmente applicabili, mantenibile nel tempo”. La Fondazione vanta “crediti finanziari’ verso ‘Italimmobili srl’ per 3 milioni 519 mila 327 euro, nessuno invece, nei confronti di Secolo d’Italia srl”.