Ipocrisia rossa
Schlein si accorge dei fucili in casa. Tre lunghi giorni per prendere le distanze (ma non troppo) dal pistolero milanese del Pd
Lentamente anche gli opossum danno qualche lieve cenno di movimento. È il caso di Elly Schlein, campionessa mondiale di immobilismo (tipo rigidità mattutina dei malati di artrite reumatoide), che dopo tre interminabili giorni si decide a dire una parolina sul pistolero milanese del Pd. Quel Lorenzo Pacini, assessore dem al Municipio 1 di Milano e aspirante sindaco, assurto alla cronache dopo l’ospitata a La Zanzara su Radio 24. Una ghiotta occasione, deve aver pensato, per esortare a imbracciare i fucili contro i nuovi fascisti. “Se serve – ha detto testualmente – li combattiamo con i fucili”. E ancora: “Siete già stati sconfitti una volta e verrete sconfitti altre mille volte”, prosegue arrotando la erre. “A un certo punto verrete fermati. Secondo me democraticamente, finché c’è la democrazia. Poi ci sono altri modi per ricacciarvi indietro. L’abbiamo fatto una volta e abbiamo vinto”. Così il novello partigiano che invoca il sangue. Se fosse successo a parti politiche invertite avremmo avremmo assistito a piazze e cortei urlanti contro la deriva antidemocratica, a scioperi nazionali e audizioni parlamentari. Ma se a invocare la violenza armata è un virgulto (ignorante) del Nazareno nessuno fiata.
Schlein prende in ritardo le distanze dall’assessore Pacini che invoca i fucili
Alla segretaria dem, sempre solerte a chiedere con Conte e la coppia Bonelli-Fratoianni patenti di democrazia agli avversari, la notizia è sfuggita. Eppure il caso, denunciato per primo da Fabio Rampelli, non è passato inosservato sulla stampa. Soltanto ieri, dopo aver chiesto alla premier Meloni di prendere le distanze dal video fake di Vannacci, sollecitata sul punto, Elly Schlein è stata costretta a pronunciarsi. “È un linguaggio che non ci appartiene e non ci deve appartenere. Non evocherei mai i fucili. Non ho nessuna difficoltà a dire che sono affermazioni sbagliate”. Così dai microfoni di In Onda su La7. Nessuna difficolta? Non parrebbe. È stata muta come un pesce finché ha potuto. E si guarda bene dal chiudere il caso con una esemplare cacciata del pistolero milanese.
Rampelli: il Pd ha l’obbligo politico, etico e morale di espellerlo dal partito
“Di fronte alle deliranti affermazioni su Radio 24 di Lorenzo Pacini” – ha dichiarato a caldo Fabio Rampelli – la segretaria del Pd Schlein ha l’obbligo politico, etico e morale di espellerlo dal Pd. Invocare i fucili come strumento di eliminazione di qualunque avversario politico, anche il più ideologicamente distante dalle proprie convinzioni, è un’affermazione che non deve avere spazio né può trovare giustificazioni. La furia con cui Pacini ha ribadito più volte il concetto di eliminare il centrodestra, qualificato come fascista, dovrebbe essere perseguita per legge per istigazione all’odio politico. Se questa è la natura dei candidati del Pd alle primarie di Milano – conclude il vicepresidente della Camera – c’è da stare preoccupati. Un tale rifiuto sociale e politico, odiatore seriale e potenziale cecchino, dovrebbe immediatamente essere cacciato da un partito davvero democratico”.