Il dato raccolto dal Secolo
Ranucci, il 58,1% lo vede già candidato del campo largo. Parla il sondaggio
Solo il 3,2% considera giusto difenderlo dagli attacchi; il 38,8% legge il caso come vittimismo
Nel sondaggio del Secolo d’Italia, pubblicato questa settimana, il 58,1% dei partecipanti ha scelto la risposta più ironica e politicamente esplicita: «Prima o poi lo candideranno». La domanda chiedeva se la difesa di Sigfrido Ranucci da parte della sinistra fosse tutela del giornalismo o costruzione di un nuovo «santino politico». Il 38,8% ha indicato il «solito vittimismo», mentre appena il 3,2% ha ritenuto giusto difenderlo. Il risultato è rilevante perché mostra come, tra i lettori della testata, la figura del conduttore di Report venga ormai letta soprattutto dentro lo scontro tra maggioranza e opposizioni.
Più simbolo che giornalista
La risposta prevalente non misura un reale sostegno a una candidatura, né consente di prevedere future scelte personali o di partito. Racconta però una percezione precisa: Ranucci è considerato da molti partecipanti non soltanto un giornalista d’inchiesta, ma un possibile simbolo identitario del campo largo.

L’ironia della formula scelta dal 58,1% contiene quindi un giudizio politico. Secondo questa parte del campione, la sinistra tenderebbe a trasformare ogni controversia che coinvolge il conduttore in un caso generale sulla libertà d’informazione, rafforzandone così il profilo pubblico oltre il perimetro televisivo.
Il 38,8% sceglie la critica diretta
Quasi quattro votanti su dieci preferiscono una lettura meno caricaturale ma altrettanto severa. Per il 38,8% si tratta di «solito vittimismo»: una polemica verrebbe presentata immediatamente come persecuzione.
La distanza tra questa opzione e quella maggioritaria è di 19,3 punti percentuali. Le due risposte, pur diverse nel tono, convergono sul medesimo elemento: la contestazione della narrazione costruita attorno a Ranucci. Sommate, raccolgono il 96,9% delle preferenze, lasciando uno spazio minimo alla difesa senza riserve.
La minoranza che difende Ranucci
Solo il 3,2% ha scelto «È giusto difenderlo», sostenendo che un giornalista d’inchiesta debba essere tutelato quando viene attaccato. È una quota ridotta nel pubblico interpellato, ma va letta senza attribuirle un significato generale.
Il sondaggio è una consultazione tra i lettori del Secolo d’Italia, non una rilevazione rappresentativa dell’intera opinione pubblica. I numeri descrivono dunque l’orientamento di quella platea, non quello complessivo degli italiani.