La riunione di Berlino
Vertice a 5, Meloni striglia l’Europa: “E’ ora di fare fronte comune su difesa e sicurezza”
“L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza”, è la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni espressa oggi nella sede della cancelleria tedesca a Berlino per il vertice dei Paesi E5, ospitato dal cancelliere Friedrich Merz, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, al premier britannico Keir Starmer e all’omologo polacco Donald Tusk.
Meloni: “Europa deve assumersi le sue responsabilità”
Il vertice è stata un’occasione per “approfondire gli strumenti che abbiamo per potenziare la capacità comune, rispondere alle diverse sfide che la storia ci sta mettendo di fronte, in un momento storico nel quale chiaramente l’architettura di sicurezza globale sta cambiando con una velocità estrema”, ha dichiarato la premier nel corso della conferenza stampa congiunta al termine del vertice.
“Partiamo chiaramente tutti dalla stessa consapevolezza: l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza, portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell’Alleanza Atlantica, più forte in un’ottica, chiaramente, di complementarietà con la componente americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di una robusta base industriale europea”, aggiunge la premier italiana.
“La strada che dobbiamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza, è quella di un’attenzione che deve essere rivolta a tutti i fronti dell’Alleanza per proteggere la nostra libertà, la nostra sovranità dalle insidie, dai rischi sistemici di un mondo che chiaramente è sempre più instabile e sempre più competitivo”, ha continuato.
Non solo l’impegno sulla difesa comune
Meloni sottolinea che gli impegni assunti al vertice Nato dell’anno scorso all’Aja “non riguardano solamente la difesa in senso classico, riguardano e abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica”, che comprende la protezione delle infrastrutture critiche, garantire l’approvvigionamento energetico, difendere famiglie e imprese dagli attacchi cyber, rafforzare la capacità di risposta all’emergenza e proteggere i confini.
Tutto questo “significa anche che dobbiamo saper rendere un investimento più efficace e completo possibile, anche per tentare di guidare l’innovazione invece che limitarci a rincorrela”: questa è “un’altra grande sfida che l’Europa può vincere” e a cui l’Italia “vuole partecipare con il proprio know how”, ossia il proprio saper fare, oltre a “raffozare l’Alleanza atlantica, rendere ancora più solido il legame transatlantico”, che è “uno dei pilastri costitutivi dell’unità dell’Occidente”.
I Paesi E5 ribadiscono “l’impegno per una pace giusta e duratura” in Ucraina, con l’Italia che “in questo senso continua a essere impegnata” per quanto riguarda infrastrutture critiche e resilienza energetica”, fronte che lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricordato essere “decisivo” nell’ambito del recente vertice del G7 in Francia, ha aggiunto parlando di Kiev.
“Ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura, all’interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione ucraina. Ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura“, sottolinea la premier.
Sul fronte di Teheran, la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran “è per tutti un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario, di quanto sia necessario contribuire con un’ulteriore sforzo per consolidare il quadro”. Restano “centrali” i dossier del nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali, “con annessa libertà di navigazione”, ossia lo Stretto di Hormuz: si tratta di “priorità strategiche sulle quali l’Italia si è già offerta di dare una mano”, ha spiegato.
“Colgo l’occasione per ringraziare Keir Starmer per la ottima cooperazione che abbiamo avuto in questi mesi“, sia tra Italia e Regno Unito che a livello europeo, ha poi aggiunto ringraziando il premier britannico uscente.
Cos’è il gruppo E5
Il gruppo E5 è stato costituito nel 2024, in un contesto di spinta europea al riarmo e di necessità di un migliore coordinamento del sostegno per Kiev a fronte dell’invasione russa. A questi temi si è poi unito il progressivo disimpegno dalle materie di sicurezza europee portato avanti dall’amministrazione statunitense a guida Trump, con il conseguente tentativo di presa di responsabilità da parte dei Paesi europei.
L’incontro avviene mentre i principali partner europei dell’Ucraina cercano di svolgere un ruolo più incisivo negli sforzi per porre fine alla guerra. Al vertice del G7 della scorsa settimana, al quale hanno partecipato sia Trump che il residente ucraino Volodymyr Zelensky, i leader hanno concordato di aumentare le forniture di sistemi di difesa aerea all’Ucraina, rafforzare le sanzioni contro la Russia e concedere alle aziende ucraine licenze per la produzione di missili a lungo raggio e sistemi di difesa aerea: risultati che molti osservatori hanno interpretato come un riavvicinamento Usa alle posizioni europee.