Questione di marketing
Dal “miele dello sballo” al palloncino: le nuove droghe ingannano con nomi innocui ma espongono ad alti rischi
Dai cannabinoidi al protossido di azoto, le nuove sostanze sul mercato vengono presentate con nomi che ne mistificano la potenza e la pericolosità
Lo chiamano “miele dello sballo”. Nel concreto un derivato resinoso ottenuto tramite l’estrazione delle infiorescenze di cannabis e capace di raggiungere concentrazioni di principio attivo superiori al 70%, circa cinque volte il potenziale della marijuana tradizionale. Conosciuta anche come droga Wax può provocare euforia intensa, alterazioni della percezione, problemi di coordinazione e memoria, ansia, paranoia e, nei casi più gravi, allucinazioni e sintomi psicotici. Oltre a problemi a carico del sistema cardiovascolare e respiratorio.
Cos’è il “miele dello sballo”
Dal punto di vista estetico si presenta come una sostanza resinosa, appiccicosa e di colore ambrato o dorato, caratteristiche che hanno dato origine al soprannome “honey oil” (olio di miele). Eppure, spesso, viene ancora considerata una delle tante droghe “leggere” facilmente acquistabili su internet e da provare assolutamente. Lo devono avere pensato anche i tre ragazzi di Napoli balzati, loro malgrado, agli onori della cronaca per averne fatto utilizzo e subito dopo essersi sentiti male. Tanto da essere costretti a recarsi in ospedale. Qui uno di loro, ancora minorenne, è stato inizialmente ritenuto in pericolo di vita a causa di una fortissima crisi respiratoria.
Se basta un nome “dolce” per invogliare al consumo
Il caso del 17enne finito in rianimazione dopo un cucchiaino di “miele dello sballo” mostra il problema delle nuove droghe reperibili online e in molti casi derivate dalla cannabis. È bastato un cucchiaino di una sostanza gelatinosa venduta con un nome quasi infantile per rischiare di distruggere il futuro di un giovanissimo. Non una siringa, non una pista di cocaina o una pasticca ingoiata prima di entrare in discoteca. È questo il volto della nuova frontiera dello spaccio, fatta da prodotti mimetizzati, confezionati, ribattezzati con parole accattivanti, spesso promossi sui social e venduti attraverso canali digitali. In questo caso il “miele dello sballo” sarebbe arrivato per posta direttamente dall’Olanda.
Ma quali droghe leggere
Benché qualcuno si ostini ancora a parlare di “droghe leggere”, le sostanze a base di cannabis non lo sono più da molto tempo, come hanno più volte avvertito gli operatori del contrasto alle tossicodipendenze. Wax, dab, crumble, honeycomb: cambiano le etichette ma resta la sostanza. E la sostanza, nel caso dei derivati concentrati della cannabis, può raggiungere livelli di principio attivo imparagonabili a quelli che ancora molti immaginano quando pensano alla “cannetta” fumata fuori scuola e in voga come non mai negli anni Settanta e Ottanta. È qui che cade la prima grande bugia: quella della droga leggera che non fa male a nessuno, o quantomeno non uccide. Le sostanze a base di cannabis oggi, infatti, sono tutt’altro che leggere e non lo sono più da anni e anni, come hanno più volte avvertito gli operatori del contrasto alle tossicodipendenze.
I dati dell’Agenzia dell’Ue sulle droghe
Secondo l’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe, nel 2023 il contenuto medio di Thc della resina di cannabis nell’Ue era al 23%, più del doppio rispetto alla cannabis vegetale, ferma in media all’11%. Ancora più significativo è il fatto che la potenza media della resina sia quasi raddoppiata tra il 2013 e il 2023. La stessa Agenzia avverte inoltre che estratti ad alta potenza ed edibili a base di cannabis sono associati a casi di tossicità acuta e a un aumento degli accessi ai pronto soccorso, mentre alcuni prodotti commercializzati come cannabis possono essere adulterati con cannabinoidi sintetici molto più potenti.
La galassia dei nuovi cannabinoidi
La parola cannabis non basta quindi più a descrivere ciò che circola sul mercato. Ci sono infiorescenze, resine, oli, caramelle, biscotti, vaporizzatori, liquidi per sigarette elettroniche e concentrati da inalare o ingerire. Ci sono prodotti naturali, prodotti semisintetici e sostanze completamente manipolate in laboratorio. Accanto ai concentrati come la Wax si sono diffusi cannabinoidi sintetici come Spice, K2 o Black Mamba, molecole create per imitare gli effetti del Thc ma capaci di provocare reazioni molto più imprevedibili: agitazione, psicosi, crisi cardiovascolari e collassi. A questi si aggiungono i cannabinoidi semisintetici, come Hhc, Hhc-P e Thcp, comparsi negli ultimi anni sfruttando i vuoti normativi e la difficoltà delle legislazioni nazionali di stare al passo con l’evoluzione della chimica.
Non solo cannabis e derivati
È chiaro come il “miele dello sballo” non sia dunque l’unica sostanza a destare preoccupazione. Accanto alle sostanze a base di cannabis si sta diffondendo anche il fenomeno del protossido di azoto, il gas esilarante inalato dai palloncini come fosse un gioco da festa, la cosiddetta “droga del palloncino”. Anche qui il linguaggio abbassa la guardia, nonostante il consumo possa causare intossicazioni, ustioni, lesioni polmonari e, nei casi di esposizione prolungata, fenomeni di neurotossicità legati alla carenza di vitamina B12. Quanto basta per comprendere come molte delle sostanze oggi vendute come innocue, naturali o “leggere” non abbiano nulla di leggero. E talvolta basta una sola dose per scoprirlo.