Stallo diplomatico
Usa-Iran, da Teheran un piano in tre fasi. Trump: “Se vogliono trattare c’è il telefono”
Tra i cardini della proposta presentata attraverso il Pakistan: riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine della guerra, e negoziati sul nucleare iraniano da avviare in una seconda fase. Intanto il ministro iraniano vola a Mosca per incontrare Putin. No comment dalla Casa Bianca
È un piano in tre fasi, con la fine della guerra come elemento prioritario, quello che l’Iran avrebbe consegnato ai mediatori pakistani perché lo trasferissero agli Stati Uniti. È quanto riporta l’emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, spiegando che «l’Iran ha informato i mediatori di un quadro negoziale in tre fasi. Se Washington lo accetterà, i negoziati riprenderanno».
La tv spiega che «la prima fase dei colloqui si concentrerà sulla fine della guerra e sull’ottenimento di garanzie che non riprenderà contro l’Iran e il Libano. Teheran non discuterà ulteriori questioni nella prima fase». Al-Mayadeen ha anche riferito che «se si raggiungerà un accordo, i colloqui passeranno alla seconda fase per discutere di come gestire lo Stretto di Hormuz».
Nucleare solo nella seconda fase
Notizia analoga è stata riferita da Axios, secondo cui una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine della guerra, e negoziati sul controverso programma nucleare iraniano da avviare in una seconda fase, è stata presentata da Teheran all’attenzione americana attraverso Islamabad. Axios cita un funzionario americano e due fonti informate e scrive che nel mezzo dello stallo diplomatico e delle spaccature tra la leadership iraniana sulle eventuali concessioni sul nucleare, la proposta aggirerebbe il nodo per procedere verso un accordo in modo più rapido con l’avvio di trattative sul nucleare dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale.
Proroga tregua o fine del conflitto
Come parte della ‘soluzione’ dalla prospettiva iraniana, viene prevista – secondo Axios – una proroga della tregua, che ha fermato le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’ di Teheran, o un accordo per la fine definitiva del conflitto.
Secondo una fonte, nel fine settimana il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, avrebbe detto ai mediatori di Pakistan, Egitto, Turchia e Qatar che non c’è consenso all’interno della leadership della Repubblica islamica su come affrontare le richieste degli Stati Uniti, che tra l’altro vogliono l’Iran sospenda il programma di arricchimento dell’uranio per almeno dieci anni.
Dalla Casa Bianca: no comment
Lo staff di Trump, ha riferito una fonte, dovrebbe parlare nelle prossime ore dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi. No comment da parte dei potenti militari pakistani e dal ministero degli Esteri di Islamabad. Ad Axios Olivia Wales, portavoce della Casa Bianca, ha risposto che si tratta di «colloqui diplomatici delicati» e che «gli Stati Uniti non negozieranno attraverso la stampa».
Iran, Trump: se vogliono trattare c’è il telefono
Intanto Trump, impegnato oggi con la visita di Carlo e Camilla d’Inghilterra negli States, commenta con una battuta, nemmeno troppo ironica, sullo stallo dei negoziati con Teheran dopo l’annullamento dell’annunciata missione in Pakistan di Steve Witkoff assieme a Jared Kushner, inviato e genero del tycoon diventato ormai mediatore per i conflitti internazionali in corso.
Trump, intervenendo su Fox News, ha detto: «Se vogliono trattare, possono venire da noi o possono chiamarci. Sa, esiste il telefono. Abbiamo belle linee sicure. Sanno cosa deve esserci nell’accordo. È molto semplice: non possono avere un’arma nucleare; altrimenti non c’è motivo di incontrarsi».