Nessun plauso al governo
Scuola: il nuovo contratto piace alla Cgil. Ma Landini resta muto e fa lo “sciopero del silenzio”
Al Secolo d'Italia la senatrice di FdI, Carmela Bucalo, esprime il proprio rammarico per la scelta del segretario Cgil di non rivolgere plausi: "E' un atteggiamento che fa confusione invece che chiarezza". Soddisfatta per l'accordo: "Risposta tangibile ad un provvedimento equo che ridà dignità e valore al personale scolastico"
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in una intervista a ‘Qn’ ha parlato di «un evento storico». Perché «per la prima volta nella storia della Repubblica in una legislatura si firmano ben tre contratti del comparto scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per il personale Ata. Per il contratto firmato in queste ore gli aumenti sono di 143 euro al me se in media per i docenti e di 107 euro per gli Ata, oltre ad arretrati pari rispettivamente a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli Ata. E, perla prima volta, si firma un contratto prima della scadenza».
Soddisfazione che fa l’eco a quella della premier Giorgia Meloni, che ha parlato di «Una cosa mai accaduta prima. Il governo continua a lavorare sull’aumento dei salari».
Accordo che piace a tutti, anche la Cgil
Il nuovo contratto collettivo nazionale del Comparto Istruzione e 2025-2027 ha messo d’accordo tutti, ma proprio tutti: è stato sottoscritto da sindacati e Aran. E tra questi c’è anche la Cgil di Maurizio Landini. Il segretario dello storico sindacato però, sempre in prima linea quando si tratta di fare le pulci al governo, non ha espresso pubblicamente la sua soddisfazione per questo accordo.
La nuova forma di plauso: lo sciopero del silenzio
Quindi piuttosto che dire ringraziare o congratularsi con il Governo Meloni, sceglie ancora la via dello ‘sciopero’ ma questa volta del silenzio. C’è chi bonariamente lo vede già immerso nella modalità vacanze pasquali, chi invece nei corridoi del palazzo lo immagina ‘sotto coperta’ per non dover ammettere che anche nell’azione politica dell’Esecutivo di centrodestra c’è del buono. Fatto sta, al netto di quale siano le reali motivazioni della ritirata, che il silenzio del numero 1 della Cgil, presente ovunque quando c’è da contestare, non è passato inosservato.
Bucalo al Secolo: spiace il silenzio di Landini
E tra chi lo ha notato c’è la senatrice di Fratelli d’Italia Carmela Bucalo, che per il partito di Giorgia Meloni si occupa di scuola e istruzione nella competente commissione di Palazzo Madama. Interpellata dal Secolo d’Italia la senatrice prende atto dell’occasione mancata per distendere i toni, non nascondendo un pizzico di amarezza: «Dispiace molto, su un tema cruciale come questo, il silenzio di Maurizio Landini, anche perché il contratto è stato firmato dalla stessa Cgil e atteggiamenti di questo tipo possono generare una confusione tra i lavoratori che invece hanno bisogno di chiarezza e coerenza». Secondo Bucalo «La sottoscrizione del contratto da parte di tutti, compresa la Cgil, è la risposta tangibile ad un provvedimento equo che ridà dignità e valore al personale scolastico».
Soddisfazione per la firma. Istruzione non è Cenerentola d’Italia
Ed è per questo che Bucalo al Secolo esprime «grande soddisfazione per la firma della parte economica del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Un passaggio storico che segna un decisivo cambio di passo per un settore che ormai da anni era trattato come la Cenerentola d’Italia. Un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dal Governo per restituire dignità e valore al lavoro svolto quotidianamente da insegnanti e personale scolastico. Un altro impegno mantenuto dalla premier Meloni».
Per FdI il comparto è una priorità
«Questo provvedimento costituisce il terzo rinnovo contrattuale per il personale scolastico in questa legislatura, a dimostrazione che la valorizzazione di questo comparto è per Fratelli d’Italia una assoluta priorità. Ma soprattutto un progetto di società capace di incidere sullo sviluppo civile, culturale ed economico della nostra Nazione» conclude la senatrice Bucalo.
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