Scacco matto ai pusher
Roma, blitz al Quarticciolo, lo Stato c’è e non ammette zone franche: droni a tenaglia su spacciatori e depositi nei tombini. 12 arresti
+ Seguici su Google DiscoverGiro di vite su droga e criminalità al comando. Perché non esistono zone franche. Il messaggio che arriva dal Quarticciolo, borgata est della capitale, è forte e chiaro: lo Stato non arretra di un millimetro nelle periferie del Bel Paese. Un maxi blitz, l’ennesimo degli ultimi mesi, condotto dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina lo testimonia una volta di più, dopo aver smantellato una fitta rete di spaccio. E dimostrando che la lotta al degrado e alla criminalità è una priorità assoluta governo e Viminale in testa, che non ammette tregua o distrazioni di sorta.
Blitz anti-droga al Quarticciolo: lo Stato fa sentire la sua voce
Nel dettaglio dell’operazione: i carabinieri della Compagnia Roma Casilina, con il supporto tecnico del personale della squadra artificieri del Nucleo Investigativo di Roma, hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio nel quartiere Quarticciolo, volto al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, che ha visto l’impiego di una “chiusura a tenaglia” dei principali punti di accesso alle piazze di spaccio, è stata supportata costantemente dall’osservazione aerea di droni, che hanno permesso di monitorare i movimenti sospetti dall’alto. Garantendo copertura di sicurezza agli operanti a terra.
Il servizio si è concluso poi con l’arresto di 12 persone. La denuncia a piede libero di altre 2. E la segnalazione amministrativa di un giovane assuntore di droga. Complessivamente, infine, sono state sequestrate 213 dosi tra cocaina e crack (circa 125 g). 11 involucri di hashish. E la somma contante di 1.860 euro, ritenuta provento delle attività illecite.
Droga, stanati dai militari nascondigli “inusuali”
Peraltro, le attività, condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e della Stazione Roma Tor Tre Teste, hanno permesso di smantellare diversi sistemi di spaccio “itinerante”. Come di scoprire numerosi luoghi di “occultamento” delle dosi. Molti degli arrestati sono stati sorpresi mentre prelevavano dosi di stupefacenti da nascondigli ricavati in aiuole. In vani dei contatori dell’acqua. E persino all’interno dei tombini dell’illuminazione pubblica.
L’operazione tra tecnologia e coordinamento
E alla determinazione del monitoraggio si associa la specializzazione nell’intervento. L’ultima operazione allora, pianificata in linea con le strategie del prefetto Lamberto Giannini, ha visto l’impiego di una tattica a “chiusura a tenaglia” supportata dall’occhio vigile dei droni. Mentre dall’alto veniva monitorata ogni via di fuga, a terra i militari delle Stazioni Tor Tre Teste e del Nucleo Operativo setacciavano ogni angolo: dai vani dei contatori dell’acqua fino ai tombini dell’illuminazione pubblica, usati dai pusher come depositi della morte.
Droga, il bilancio del blitz al Quarticciolo tra arresti e sequestri
Il bilancio parla di 12 arresti. Due denunce. E il sequestro di oltre 210 dosi tra cocaina, crack e hashish. Oltre a quasi 2.000 euro in contanti. Tra gli episodi più emblematici registrati nell’ultimo blitz capitolino, quello di un 19enne tunisino, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso a nascondere 72 dosi in un tombino. Ma anche quello di un cittadino egiziano bloccato dopo un inutile tentativo di fuga a piedi.
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