Sul tavolo del Cdm
Lavoro, il governo lancia il “salario giusto”: nel decreto Primo maggio bonus vincolati e più tutele per i rider
Il testo, atteso per oggi, introduce misure di contrasto al lavoro povero attraverso le garanzie contrattuali. Tra le novità, anche l'assicurazione per i caregiver
+ Seguici su Google DiscoverÈ una ulteriore spinta non solo all’occupazione ma al lavoro di qualità quella contenuta nel decreto Primo maggio, atteso al Consiglio dei ministri oggi. Il testo, messo a punto in una riunione a Palazzo Chigi nella giornata di ieri, prevede l’estensione dei bonus per chi assume giovani, donne e al Sud, nelle aree Zes, ma con una clausola ben precisa: gli incentivi saranno legati al «salario giusto», una misura volta a contrastare la povertà lavorativa attraverso il rafforzamento dell’applicazione dei contratti nazionali. Per la riunione del Cdm di giovedì è atteso il Piano casa.
Il governo lancia il «salario giusto»
La principale novità della bozza del decreto Primo maggio circolata in queste è quella del «salario giusto», per il quale il riferimento è il trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che diventa parametro anche per gli altri accordi i quali non possono essere inferiori. A questa applicazione sono condizionati gli incentivi per le assunzioni.
Gli incentivi per l’assunzione di giovani e donne
Il decreto proroga le misure a sostegno del lavoro stabile di giovani, donne e nel Mezzogiorno, che in questi anni hanno consegnato risultati record sul fronte occupazionale. I bonus prevedono esoneri contributivi fino a due anni per i datori di lavoro privati che nel 2026 assumono con un contratto a tempo indeterminato under 35 e donne disoccupati da almeno 24 mesi o da almeno 12 se si tratta di soggetti svantaggiati. Lo sgravio può arrivare fino a 500 euro al mesi per i giovani e fino a 650 euro al mese per le donne, che possono diventare 800 euro al mese se le lavoratrici sono «residenti nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea».
Più tutele per i rider
Il testo prevede inoltre una stretta sul caporalato digitale, che riguarda in particolare i rider. La bozza di decreto dispone, pena sanzioni, che i lavoratori siano informati sul funzionamento dell’algoritmo e che l’accesso alla piattaforma digitale possa avvenire solo tramite strumenti certificati – come Spid, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o un account con sistema di autocertificazione a più fattori – e con un solo codice fiscale per account, in modo che non si possano verificare fenomeni di cessione.
L’assicurazione obbligatoria per i caregiver
Più tutele anche per i caregiver familiari, il cui lavoro di cura è stato finalmente riconosciuto dallo Stato con il disegno di legge approvato a gennaio. Il decreto prevede, per ora in via sperimentale, la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro anche per loro. Infine, sul fronte dei rinnovi contrattuali, la bozza di decreto prevede l’adeguamento parziale dei contratti scaduti all’inflazione programmata.
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