Orrore senza fondo
La piccola Rosy non si arrende: la gattina seviziata a Roma torna a mangiare. Ma ora il grido dei cittadini è “trovate il mostro” (video)
Un piccolo, am significativo segnale di ripresa per la piccola Rosy, la gatta seviziata a Roma e ritrovata in condizioni gravissime a Tor Tre Teste, fa ben sperare. Da ieri la micetta violentata da un essere abietto in un parco della capitale ha ripreso a mangiare. E mentre lei lotta, è caccia al mostro per le strade della città. In tutto questo calvario fatto di dolore e speranza, sconcerto e indignazione, non possiamo però fare a meno di soffermarci sulla considerazione che esiste una linea invisibile che separa l’umanità dall’abisso. E chi l’ha oltrepassata nel parchetto di Via Francesco Tovaglieri, non appartiene decisamente al consesso civile.
Rosy, la gatta seviziata in un parco di Roma torna a mangiare
Perché la storia di Rosy, la gattina ritrovata agonizzante dopo aver subito sevizie indicibili e uno stupro brutale, continua a scuotere le coscienze, anche al netto del fatto che oggi si accende una piccola fiammella di speranza con la notizia che la micia ha ricominciato a mangiare. Un segnale di vita spunta da un tunnel di orrore scuro e dalle dimensioni incalcolabili, che arriva dopo giorni di terrore e interventi d’urgenza. Il team di veterinari che l’ha salvata e ribattezzata Rosy, parla di un quadro clinico devastante. Di condizioni segnate da lacerazioni profonde e infezioni gravissime.
La gattina presentava ferite devastanti riconducibili, secondo i primi referti veterinari, a una brutale violenza sessuale e ad altre forme di tortura fisica. Le sue condizioni sono apparse subito critiche. Con gravi lesioni interne e una forte anemia che ha reso necessaria una difficile ricerca di donatori per una trasfusione di sangue.
Un barlume di speranza e solidarietà nel buio dell’orrore
Un quadro buio su cui ha contribuito a riaccendere una luce di speranza una ferrea catena di solidarietà, culminata nella donazione di sangue da parte di un altro gatto, Zevi, il cui proprietario non ha esitato a offrire aiuto. Certo, Rosy non riesce ancora ad alzarsi. Ma il fatto che accetti il cibo è il primo passo verso una guarigione che resta, comunque, lunga e sofferta.
Gatta seviziata a Roma, ora è “caccia al mostro”
Così, mentre la gattina combatte e lotta per la sopravvivenza, l’indignazione civica monta. e non è una cordata di cui fanno parte solo gli animalisti convinti, anzi… Tanto è vero che ieri pomeriggio una manifestazione nel quartiere, proprio nel parchetto di Via Tovaglieri, dove Rosy è stata trovata agonizzante solo qualche giorno fa, ha chiesto a gran voce giustizia. Ribadendo un concetto espresso tra gli altri anche dal deputato Francesco Emilio Borrelli: chi infierisce con tale sadismo su un essere indifeso è un pericolo pubblico. Di più: una minaccia per la società intera e per i soggetti più fragili.
Ben più di una crociata animalista…
Una presa di coscienza che anima e alimenta il mordente di una caccia al mostro – perché di tale si tratta, inutile negarselo – che non ammette tregua. E nel frattempo, le associazioni di settore, come la Lav (in testa a tutte), ricordano che per delitti di tale crudeltà la legge prevede pene che possono arrivare fino a quattro anni di reclusione. Oltre a multe salatissime. Ma non basta ancora. E non può bastare. Perché non si tratta solo di “protezionismo”, ma di una battaglia di civiltà. Di una crociata “animalista” dal valore profondamente umano, in nome e per conto della quale si ha il dovere di individuare chi ha ridotto Rosy in fin di vita infliggendole tanto orrore e dolore. Perché non può esserci spazio per l’impunità o per la semplice ammenda pecuniaria davanti a una simile dimostrazione di bestialità. (Sotto video postati su Youtube)
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