L'assassino di Villa Pamphili
Kaufmann è pienamente capace ma non simula: la crisi psicotica dovuta all’isolamento in carcere
Il Secolo illustra i dettagli della perizia e perché l'americano non può oggi partecipare al processo pur essendo stato sempre lucido
Francis Kaufmann non è malato ma non simula. L’ossimoro dell’americano autore degli omicidi di Villa Pamphili, ritenuto al momento incapace di stare nel processo, è tutto racchiuso nel lungo periodo di isolamento trascorso a Rebibbia.
L’isolamento
A visitare Kaufmann è stato Giovanni De Girolamo, un grande psichiatra. Che lo ha esaminato e ha visto i segni di una improvvisa crisi psicotica. Iniziata con il lungo isolamento a Rebibbia e forse all’epoca non valutata adeguatamente. L’americano ha parlato di essere “Gesù Cristo, frutto di una clonazione cinese, autore della Cappella Sistina”. Si è pensato subito a una simulazione ma in realtà non è così. La terapia farmacologica dovrebbe dargli la possibilità di riprendersi e di poter partecipare al processo, com’è suo diritto, e per questo è stato chiesto un rinvio di almeno un mese.
Uno psicopatico antisociale
De Girolamo illustrerà in Corte d’Assise il prossimo 13 aprile la sua relazione. E’ assai probabile che Kaufmann non sia affatto uno psicotico ma abbia avuto una psicosi breve, dovuta al lungo isolamento sociale vissuto a Rebibbia, (non a caso è stato trasferito a Regina Coeli). Una psicosi breve reattiva (o episodio psicotico acuto) può essere scatenata da condizioni di stress intenso e prolungato, e l’isolamento carcerario è uno dei fattori più studiati in questo senso. Non è necessario avere una diagnosi di schizofrenia o disturbo psicotico. Può trattarsi di un episodio transitorio, legato al contesto. In molti casi, con la fine dello stress o con trattamento adeguato, i sintomi regrediscono.
Gli omicidi di Villa Pamphili della compagna e della figlioletta sono stati effettuati con una grande capacità di organizzazione e lucidità. Così come la fuga in Grecia per raggiungere gli Stati Uniti e sfuggire alla cattura in Italia. E le aggressioni compiute in patria confermano il quadro di un uomo psicopatico e antisociale, cosa ben diversa da una condizione psicotica endogena.
Cosa succederà?
E’ assai probabile che la crisi psicotica reattiva rientri. A quel punto De Girolamo potrà esaminare meglio l’autore degli omicidi di Roma. Confermando probabilmente l’assenza di un vero e proprio quadro psicopatologico pregresso e al momento degli omicidi.
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