"Non ci ha voluto incontrare"
“Io, malata per il vaccino anti-Covid, ignorata da Speranza”: l’esperienza raccontata in Commissione
Ivana Mazzarella, responsabile relazioni pubbliche dell’associazione Danni Collaterali, racconta il suo calvario unitamente alla sensazione di abbandono da parte di chi la campagna vaccinale l'aveva attuata
“La mia vita è stata completamente stravolta”. A dirlo è Ivana Mazzarella, responsabile relazioni pubbliche dell’associazione Danni Collaterali che, come ha spiegato in audizione davanti alla commissione Covid il 26 marzo scorso, sta vivendo un vero e proprio calvario, aggravato da una sensazione di abbandono da parte di chi la campagna vaccinale l’aveva attuata: l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza – denuncia Mazzarella – non ha mai voluto incontrare nè lei nè tanti altri danneggiati da vaccino.
Quando e come è iniziato questo suo calvario?
Il 19 giugno 2021 feci la prima inoculazione di vaccino anti-Covid presso l’ospedale dei Castelli Romani di Ariccia. Mio padre, che è medico, era dubbioso sul vaccino e mi consigliò di fare un test sierologico per controllare gli anticorpi. Era tutto negativo, ero sicura di me stessa e la prima dose andò bene. Il 24 luglio 2021 feci la seconda dose nonostante avessi degli anticorpi altissimi. L’endocrinologo mi scrisse una mail per esprimermi le sue titubanze da esternare al medico vaccinatore, ma questi insistette per farmi vaccinare. Mi fecero un’anamnesi di un minuto e non firmai alcun consenso informato. Non avevo messo in conto che quella sarebbe stata la fine della mia vita.
Cosa le accadde?
Mezz’ora dopo sentii la testa che mi scoppiava e il cuore che mi usciva fuori dal petto. Ho avuto subito una brutta reazione. Avevo tachicardia e parestesie ai piedi. Quel giorno morii dentro quell’hub vaccinale.
In che senso?
Prima ero una donna in perfetto stato di salute, una sportiva che si occupava della salute degli altri a 360 gradi e gestivo uno studio privato di pilates, di ginnastica posturale e fitness. Ora posso lavorare 1-2 ore la mattina e 1-2 ore la sera e non tornerò mai più la donna che ero prima.
Perché decise di vaccinarsi?
Mi sono vaccinata per poter avere un secondo figlio. Io ho già una figlia, ma avevo avuto due aborti in precedenza e io e mio marito avremmo dovuto seguire un percorso di procreazione medicalmente assistita (pma). Nella clinica che mi seguiva, nel maggio 2021, mi dissero chiaramente che sarebbe stato meglio se fossi vaccinata prima di iniziare questo percorso. Nonostante la paura, decisi di vaccinarmi per il bene del futuro nascituro. Sono riuscita a raccontare questa storia solo dopo aver seguito un percorso psicologico durato un anno. Per me è stato un lutto.
Ma esattamente quali sono i suoi sintomi?
Inizialmente ho avuto un brutto versamento al cuore che, però, mi fu riconosciuto solo a settembre quando mi fu diagnosticata la pericardite. Ho una neuropatia delle piccole fibre, disautonomie, sincopi vasovagali e fibromialgia. Non ho più una vita.
E il governo dell’epoca come si comportò di fronte al suo caso e a quello degli altri danneggiati da vaccino?
Noi danneggiati da vaccino viviamo col terrore di morire da un giorno all’altro e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza non ci ha mai voluto incontrare. Non abbiamo nessuna assistenza medica, ho speso oltre 45mila euro per curarmi. In commissione Covid l’ho spiegato chiaramente: dobbiamo essere riconosciuti. Hanno reso malata una persona che ogni mese lascia 300-500 euro a Big Pharma.
Come ha reagito davanti a tale silenzio delle istituzioni?
Per fortuna, ho trovato medici che hanno accertato una correlazione con il vaccino. Ho sporto una querela penale contro ignoti, mentre ora è contro lo Stato affinché mi venga riconosciuto il danno così da avere un sostegno economico per sopravvivere. Siamo in attesa di essere chiamati dalle commissioni militari per ottenere un indennizzo. Fui io a compilare i documenti dell’Aifa per descrivere gli eventi avversi perché nessun medico lo volle fare. Siamo ancora in balìa delle onde.
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Esteri - di Mattia Bene