Sostenuta da FdI
Il governo approva la clausola “salva Comuni”: la norma riguarda oltre mille amministrazioni
Con il decreto correttivo gli enti in dissesto da oltre cinque anni che hanno avviato il risanamento eviteranno il default
Come anticipato da Il Secolo d’Italia, il governo ha varato la norma di correzione sull’attuazione del Fal, il fondo di anticipo di liquidazione, per i comuni in dissesto. La legge finanziaria impone l’obbligo di rientro dal debito in un arco decennale, ma l’Esecutivo ha inserito un’importante clausola, frutto del lavoro del viceministro Maurizio Leo e di Fratelli d’Italia.
Cosa prevede la norma
Il decreto correttivo esonera dal rientro dal Fal i comuni che sono in dissesto da un quinquennio e che hanno avviato l’opera di risanamento. Su questo tema FdI, con i parlamentari Fausto Orsomarso e Alfredo Antoniozzi, si era impegnata già durante i lavori per il Milleproproghe, ma gli emendamenti erano stati respinti. Decisivo, poi, l’interessamento di Leo.
I comuni in dissesto da cinque anni hanno già provveduto ad accantonare le somme da restituire a Cassa Depositi e Prestiti e, contestualmente, a separare la gestione ordinaria da quella pregressa.
Maurizio Leo ha recepito le istanze dell’Anci, comprendendo che l’improvviso rientro dal deficit avrebbe prodotto problemi concreti alle amministrazioni senza risolvere nulla.
Cosa cambia adesso
Con il decreto correttivo i comuni in dissesto da cinque anni potranno e dovranno continuare ad accantonare in bilancio le somme ricevute per il rientro dal deficit, senza sconvolgere i propri bilanci. Del resto, proprio i comuni dissestati hanno l’obbligo di aumentare al massimo le aliquote di loro competenza e più di questo non possono fare. Con questo decreto, potranno assumere il personale come previsto dai Piani di fabbisogno e continuare ad agire amministrativamente come stanno facendo. Potranno approvare i bilanci di previsione che, altrimenti, sarebbero stati ingolfati da un carico non facilmente sostenibile.
L’azione del viceministro Leo e di Fratelli d’Italia viene incontro alle esigenze di oltre mille comuni, la gran parte dei quali distribuiti nel Sud del Paese. Con buona pace di chi ancora non apprezza l’impegno e la disponibilità dell’esecutivo verso il Mezzogiorno e oltre ogni barriera politica. Ora FdI si sta impegnando per la questione degli idonei dei concorsi pubblici. A livello nazionale si preme per utilizzare le graduatorie, mentre in Calabria c’è una proposta regionale depositata dalla Lega che dovrebbe essere approvata presto e che consentirebbe di svuotare il bacino che presenta oltre mille persone in ogni comparto e su questo c’è stato l’appello al presidente Occhiuto e a Giorgia Meloni.
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