La nuova speranza
Il calcio italiano può tornare ad emozionare anche dopo l’ultima sconfitta? Cosa dice il sondaggio del Secolo
Dopo l’eliminazione dell’Italia alle qualificazioni per i mondiali, nella partita persa ai rigori contro la Bosnia il 31 marzo 2026, i tifosi si sono rammaricati e anche il ondo della politica è rimasto scosso per l’accaduto. D’altra parte, è da 12 anni che la nostra nazionale non partecipa a un mondiale di calcio. Né Luciano Spalletti, né Gennaro Gattuso sono riusciti a costruire un’alternativa agonistica capace di scavalcare la “grande depressione” che oggi vive il calcio italiano. Dopo l’ultimo fallimento, si è dimesso anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che dal 2018 guidava l’associazione. Visto che l’argomento ha scatenato grandi polemiche, dai tabloid passando per le televisioni, fino ad arrivare ai social, il Secolo d’Italia ha deciso di eseguire un sondaggio tra i lettori per comprendere le loro inclinazioni.
Nello specifico, gli abbiamo chiesto se, dopo i fallimenti degli ultimi anni, credano ancora che l’Italia possa tornare a giocare come un tempo e a riaccendere la passione nei cuori dei tifosi. Il 75,6% crede che passano arrivare giorni migliori e che serva una svolta profonda per risollevare il nostro panorama atletico. Non è bastata la vittoria nel campionato europeo 2020, disputata un anno dopo per via della pandemia da covid, per dare la carica alle nuove generazioni. L’hanno dimostrato gli appuntamenti successivi, in cui gli azzurri sono sembrati fiacchi e privi di motivazione.

Il Calcio italiano può tornare agli albori dopo l’ultima sconfitta? Cosa dice il sondaggio del Secolo
Il 23,2% degli intervistati, invece, non ha grande fiducia nel modello calcistico italiano. D’altra parte è difficile avere un umore alto quando il panorama italiano non riesce neanche a sfornare nuove leve degne di giocare in Serie A. Ma soprattutto, vedere pochi italiani in campo e quasi esclusivamente giocatori stranieri, deve aver abbattuto il morale di tanti giovani che nel tempo hanno coltivato i propri sogni e che li hanno visti appassire sulla scia di uno sport che rischia di diventare soltanto un business. Chi non ci crede, magari potrebbe tornare a farlo dopo aver visto una svolta reale, come un’osservazione più lucida e attenta ai numerosi vivai delle primavere e delle serie minori sul nostro territorio. Soltanto l’1,2% degli intervistati è convinto che ora conta soltanto vincere. Ma senza schemi e giocatori motivati, oltre che talentuosi e con grinta da vendere, è difficile raggiungere risultati positivi.
Ultima notizia
Stallo negoziale
Fumata nera a Islamabad tra Usa e Iran. Vance: “Noi accomodanti, ma non c’è stato accordo”. I nodi su nucleare e Hormuz
Esteri - di Redazione