Missione ad alto rischio
Il baraccone Flotilla riparte per Gaza con la Boldrini in versione “Masaniello”. La Ue avvisa i pro-Pal…
La Flotilla riparte per Gaza, dopo la disastrosa missione di qualche mese fa conclusa con il blocco navale da parte di Israele e ben poche risorse alimentari consegnate ai palestinesi. Nel frattempo, è arrivata la pace, almeno l’intenzione della pace, ma la sinistra pro-Pal non scommette sul piano Trump e denuncia una situazione di nuova emergenza nella Striscia di Gaza. E rimette in moto il baraccone della Flotilla, nonostante il parere negativo della Ue, che esprime rispetto per l’impegno umanitario dimostrato dai partecipanti alla “missione” salpata ieri dal porto di Augusta ma scoraggia operazioni di questo genere per via dei rischi alla sicurezza per i partecipanti.
Avanti Flotilla, anzi no: la Ue avvisa dei pericoli
LLa portavoce della Commissione europea, Eva Hrncirova, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, ha avvisato i pro-Pal. “Mentre rispettiamo l’impegno umanitario di tutte le persone a bordo della flottiglia, devo dire che scoraggiamo le flottiglie da questo tipo di consegna, perché mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti”, afferma la portavoce, pur sottolineando che in Ue esiste il diritto di riunione e di “esercitare tale attivismo”, e che le leggi sulla navigazione in acque internazionali “vanno rispettate”. Hrncirova evidenzia che l’Ue sostiene la consegna di materiale “basata su principi degli aiuti umanitari che pratichiamo a Gaza. Lavoriamo con i nostri partner e di fatto abbiamo lo stesso obiettivo: vogliamo far arrivare cibo e attrezzature necessarie a Gaza e alleviare la sofferenza delle persone lì”, aggiunge.
Dall’Italia, invece, la sinistra pro-Pal si intesta anche questa Flotilla Due, con la solita “masaniella” in evidenza: ” Nelle scorse ore è partita dalla Sicilia la nuova missione della Global Sumud Flotilla verso Gaza, ancora più partecipata delle precedenti. Come già accaduto, donne e uomini di tantissime nazionalità hanno deciso di agire per rompere l’assedio illegale che opprime la Striscia. L’obiettivo non è solo portare aiuti umanitari, ma anche denunciare il silenzio che è caduto su Gaza dopo la presunta tregua che in nessun modo ha interrotto il genocidio”, dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. “A Gaza si muore ancora sotto le bombe israeliane, gli aiuti entrano con il contagocce e in quantità del tutto insufficiente e la popolazione è stremata da privazioni e malattie”.