Le incoerenze dell'ex premier
I deliri di Conte, FdI lo sbugiarda, dal gas russo all’antimafia alle mascherine, tutte le contraddizioni di “Giuseppi”
Fratelli d'Italia risponde a muso duro al leader dei Cinquestelle che aveva attaccato sul piano personale Meloni: da lui nessuna patente di trasparenza
Giuseppe Conte delira e dice bugie. E Fratelli d’Italia lo sbugiarda, mettendo in ordine tutte le contraddizioni del leader dei Cinquestelle, dal gas russo alla questione antimafia, fino alle mascherine cinesi comprate durante il Covid.
Menia: “Lo sa che per Putin ci sono ancora le sanzioni?”
Roberto Menia, senatore di FdI, mette in evidenza come Conte ignori, “che vigano ancora le sanzioni sulla Russia. Accusa il governo di filo-trumpismo e antieuropeismo. Il gas rusos non può essere acquistato per via delle sanzioni comunitarie. Da Conte arrivano mille capriole elettorali e zero credibilità e del resto abbiamo già sperimentato con la via della Seta la sua affidabilità internazionale”.
Malan: “Sull’antimafia nessuna patente per parlare”
“Sulla mafia, siamo al di là di ogni spudoratezza se il modello dell’antimafia è il senatore Scarpinato che è il protagonista dell’archiviazione dell’inchiesta mafia appalti condotta da Paolo Borsellino e altri. Allora, analisi di questo periodo dicono che quella indagine era alla base dell’assassinio del magistrato Borsellino.. Allora non è la persona qualificata se quella è l’antimafia vostra”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, intervenendo in aula dopo l’informativa della premier Meloni a Palazzo Madama, rivolgendosi ai banchi dei Cinquestelle.
“Se il presidente Meloni deve rendere conto di questioni che riguardano la vita privata di persone che oggi non sono più nel governo, allora forse il presidente Conte dovrebbe rendere conto di quanto è emerso in un esame testimoniale, ovvero sotto giuramento, da parte della seconda persona che fa lo stesso racconto, di aver avuto un incontro con una persona che vantava specificamente come titolo quello di essere collega di studio dell’allora avvocato Giuseppe Conte e in quell’occasione di aver ricevuto delle proposte di grandi commesse di mascherine, a condizione che ci fosse una percentuale del 10%“, ha aggiunto Malan.
Rastrelli e Salvitti: “Chiarisca su mascherine e antimafia”
“Comprendiamo il nervosismo di Giuseppe Conte che ormai sembra dedicare gran parte del suo tempo a difendere Scarpinato e De Raho. L’avvocato del popolo, nel frattempo diventato avvocato d’ufficio, prima di dare lezioni di moralità, dovrebbe chiarire la propria posizione sulla gestione del Covid. E dovrebbe anche spiegare se queste due nomine in Commissione antimafia, Scarpinato e De Raho, siano state fatte per difendere davvero la Costituzione o piuttosto interessi personali”, dice Sergio Rastrelli, anche lui senatore di FdI.
Un concetto ribadito da un altro componente di Palazzo Madama del partito, Giorgio Salvitti, che evidenzia come, “Il Conte che dialoga con cronisti e pretende di dare lezioni di moralità e patenti di legalità è lo stesso che aveva un collega di studio che si dava da fare per piazzare le mascherine durante il Covid? È lo stesso che, con la scusa della pandemia, da presidente del Consiglio dava il suo assenso a provvedimenti di scarcerazione per boss e criminali? È lo stesso che nel suo partito annovera parlamentari che provavano a concordare le domande con gli auditi in Antimafia? Lezioni da chi ha un armadio pieno, non solo di pochette, di cose da spiegare non prendiamo. Conte non è né in cattedra né, fortunatamente per gli italiani, a Palazzo Chigi”.
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