Nordio riapre l'istruttoria
Grazia a Nicole Minetti, il Quirinale chiede chiarimenti al Ministero della giustizia: “Verificare se ha detto il falso”
Dopo l'inchiesta de Il Fatto Quotidiano che mette in dubbio la veridicità della questione umanitaria. Il giudice dell'esecuzione potrebbe riportare in carcere la donna
Esplode il caso della grazia concessa dal Colle a Nicole Minetti, messa nel mirino di una campagna di stampa del “Fatto Quotidiano“. L’ufficio stampa del Quirinale comunica che la Presidenza della Repubblica ha inviato, in data odierna, una richiesta di chiarimenti al Ministero della Giustizia: “In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”. La grazia all’ex consigliere regionale della Lombardia era stata concessa sulla base di una dichiarazione in cui la stessa affermava di accudire un bambino disabile. Tesi che un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano smentisce.
Nordio ha aperto l’istruttoria
A quanto si apprende il ministero della Giustizia, sulla base della richiesta del Quirinale, ha aperto un’istruttoria interna sul caso della grazia a Nicole Minetti e sta operando tutte le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti anche alla luce delle recenti notizie di stampa. A gettare ombre sulla grazia di Nicole Minetti il giornalista di inchiesta Thomas Mackinson dalle colonne del Fatto Quotidiano. Secondo l’inchiesta, Nicole Minetti, insieme al compagno Giuseppe Cripriani, avrebbe continuato a gestire giri di prostituzione in Uruguay. Inoltre le informazioni fornite nell’istanza di grazia sul bambino adottato da Minetti e affetto da una grave patologia che è valso la grazia all’ex igienista dentale, arebbero stato falso. Il bambino adottato da Minetti infatti, nell’istanza di grazia, venne presentato come “abbandonato alla nascita”. Gli atti del Tribunale di Maldonado consultati dal Fatto, scrive il giornale, “raccontano invece che ancora oggi ha entrambi i genitori viventi e identificazioni, tanto che Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani hanno intentato una vera e propria causa contro di loro per ottenere la “Separación Definitiva y Pérdida de Patria Potestad”.
Cosa può succedere ora
Se dalle indagini che farà il ministero le ipotesi del giornale diretto da Travaglio risultassero vere, il capo dello Stato non potrebbe revocare la grazia, compito che spetterebbe al giudice. In sede di esecuzione, se emerge che il provvedimento è stato emesso sulla base di presupposti errati o in violazione di norme di legge (come l’applicazione errata dell’indulto o della grazia a reati esclusi), il giudice dell’esecuzione può dichiararne l’inefficacia o disporne la revoca.
Alcune interpretazioni, però, suggeriscono che il Capo dello Stato possa, in certi casi, deliberare nuove condizioni o eliminare quelle esistenti se lo ritiene opportuno, come nella fattispecie laddove il motivo umanitario risultasse falso.La grazia è un potere esclusivo del Capo dello Stato, come ha stabilito la Consulta nel 2006, decidendo che anche un’eventuale opposizione del Guardasigilli non inficia questa prerogativa.