Fermato nel Varesotto
Fine della fuga: catturato Elia Del Grande, il killer della “strage dei fornai”. Era alla guida di un auto rubata in un cimitero
Fine della fuga per il super evaso Elia Del Grande, che per la seconda volta era riuscito a far perdere le sue tracce scappando a Pasqua da Alba. La sua corsa si è fermata lì dove tutto era iniziato, nella sua provincia di Varese, mettendo fine a una vicenda che ha riaperto ferite mai rimarginate e sollevato pesanti interrogativi. L’autore della tristemente nota “strage dei fornai” – che nel 1998 sterminò padre, madre e fratello a Cadrezzate – è stato catturato a Varano Borghi dai Carabinieri della Compagnia di Gallarate dopo un tentativo furioso di resistenza, nel corso del quale – riferisce la Repubblica – avrebbe ferito il militare che lo bloccava.
Catturato Elia Del Grande: era a bordo di un auto rubata
Elia Del Grande è stato intercettato lungo la SP 18 alla guida di una Fiat 500 rubata poco prima vicino al cimitero di Sesto Calende. Nel tentativo di sfuggire al controllo, l’uomo ha cercato rifugio nell’accesso di un’abitazione privata, ingaggiando poi una furibonda colluttazione con i carabinieri nel tentativo di sottrarsi al fermo. Ora si trova nel carcere di Varese, accusato anche di resistenza e lesioni personali: l’ennesimo capitolo di violenza di un curriculum criminale spaventoso.
L’ultimo sfregio alle divise
L’uomo, come anticipato, era svanito nel nulla il giorno di Pasqua. Galeotta fu l’occasione di una “licenza premio” di 11 ore dalla casa lavoro di Alba. Un’opportunità che, come prevedibile dato il precedente, si è trasformata nell’ennesima chance di farsi beffe dello Stato. Eppure, nonostante le avvisaglie. E con tutto l’allarme scaturito subito dopo la prima evasione (Del Grande era già evaso lo scorso novembre da Castelfranco Emilia), il sistema gli aveva concesso ancora fiducia, permettendogli di uscire con il cappellano per prestare servizio alla Caritas.
Elia Del Grande, un caso emblematico
Certo, la cattura dei carabinieri mette fine al pericolo e alle minacce per la sicurezza scaturiti dopo la seconda evasione. Un uomo in fuga con sulle spalle la condanna per un efferato, triplice omicidio. Un soggetto che ha dato prova di essere reticente a riabilitazione e rispetto delle sentenze. E a cui, al netto di tanto e tale background, è stata accordata fiducia e permessi per girare a piede libero. Restano allora, sullo sfondo dell’arresto che ha messo fine alla fuga di Del Grande, l’amarezza e i dubbi su un sistema troppo spesso incline al facile buonismo. E che a fronte di illusioni e ottimismi, rischia di mettere in secondo piano l’incolumità dei cittadini.
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