Effetto Golfo
Emergenza carburanti, Pichetto non esclude razionamenti: “Ma non torneremo alle domeniche a piedi”
È emergenza carburanti anche in Italia, alla luce degli sviluppi della guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. Sono infatti scattate le prime restrizioni sulla disponibilità dei carburanti in alcuni aeroporti italiani. In questo scenario, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin non esclude “razionamenti”, come annuncia a Repubblica.
«È chiaro che siamo pronti al razionamento, se necessario. Valutiamo diverse possibili azioni, ma non ci sono ancora le condizioni per intervenire», dice Pichetto Fratin nell’intervista.
A rischio i voli per l’estate
Gli sviluppi delle ultime ore rendono chiaro il quadro della situazione. Air Bp Italia – uno dei principali operatori – ha informato le compagnie aeree che fino al 9 aprile ci saranno limitazioni sui voli da 4 aeroporti: Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Le priorità nel rifornimento sarà data a voli ambulanza, di Stato e con durata oltre 3 ore. Per gli altri distribuzione contingentata. Ryanair non prevede carenze di carburante fino a metà maggio, ma avverte che se il blocco di Hormuz durerà le forniture non saranno garantite.
In parallelo, la premier Meloni è volata in un viaggio lampo nel Golfo per garantire le forniture energetiche, nell’interesse degli italiani, come ha spiegato la presidente del Consiglio in un video alla fine della sua missione.
Emergenza carburanti, il punto del ministro Pichetto Fratin
«Al ministero lavora una commissione apposita per studiare il piano per l’emergenza», sottolinea ancora a Repubblica Pichetto, per il quale «vedremo dove e come intervenire, calcoliamo le possibili misure», anche se «certo non reagiremmo con le domeniche in bicicletta come cinquant’anni fa», spiega il ministro, secondo cui “le azioni dovranno essere misurate sulla situazione attuale».«Noi sappiamo che se tutto si blocca, con le riserve si va avanti un mese», aggiunge Pichetto riferendosi a una ipotesi “di shock”, di un blocco generalizzato, ma per il ministro «è possibile che le cose vadano diversamente, la penuria potrebbe incidere di più in un settore o un altro, per una risorsa o un’altra».
Pichetto: “L’emergenza carburanti è globale, nessuno è escluso”
«Gli effetti sono ovviamente globali, anche se per noi la questione dello Stretto di Hormuz – precisa il ministro – incide pochissimo su gas e petrolio, visto che le forniture dal Qatar rappresentano una quota limitata dell’approvvigionamento. I paesi asiatici sono davvero in difficoltà per quel blocco, mentre noi siamo al centro del Mediterraneo, abbiamo raffinerie e abbiamo diversificato le importazioni. Compensiamo così il fatto di essere, più di altri, dipendenti dall’estero». E però, è comunque emergenza, perché tutti i colossi si muovono alla ricerca di scorte.
L’esempio del Giappone: dipende dal Qatar per il 70%
«Prendete il Giappone, dipende dal Qatar per il 70%. Ora cosa fa? Prova a prendere altrove, dove ad esempio ci siamo anche noi. E dunque scatta la concorrenza rispetto alla quantità di risorse da importare». Come a ricordare che nessuno è al riparo da questa crisi energetica senza precedenti.
Ultima notizia
La lezione di Cospito
Gli anarchici alzano il tiro. Ad Atene una bomba nel nome dei ‘compagni di lotta” Sara e Alessandro. Quel filo rosso Italia-Grecia
Senza categoria - di Eugenio Battisti