Terroristi a piede libero
Ecco chi è il marocchino braccio destro di Hannoun scarcerato a gennaio. Spunta una sua foto, mitra in mano, nei tunnel di Hamas
Altro che patriota. Altro che benefattore della causa umanitaria di Gaza. Abu Rawwa, il marocchino che il tribunale del Riesame di Genova ha scarcerato il 29 gennaio, ha un profilo di “perfetto” miliziano di Hamas. Braccio destro di Mohammad Hannoun, l’architetto palestinese in carcere con l’accusa di terrorismo, è il principale emissario in Italia (Emilia e il nord-est) dell’associazione Abspp che raccoglieva fondi “umanitari” da dirottare ad Hamas. Il curriculum dell’arabo ora a piede libero non lascia dubbi. Eppure, nonostante il gip dell’inchiesta sul traffico di soldi (7 milioni) transitati dall’Italia all’organizzazione terroristica avesse convalidato l’arresto richiesto dall’accusa, i giudici hanno accolto la linea della difesa rimettendolo in libertà. Foto e intercettazioni lo inchiodano. Tra le immagini più esplicite, oltre a quella che lo ritrae vicino all’ex leader di Hamas Ismail Haniyeh (morto nel 2024), spunta quella – mostrata in anteprima dal Giornale – in cui Rawwa si trova, mitra in mano e sorriso da vincitore, all’interno di uno dei tunnel di Hamas a Gaza con sullo sfondo le macerie.
Abu Rawwa, spunta una foto mitra in mano in uno dei tunnel di Hamas
Strettissimo ed efficiente ‘collaboratore’ di Hannoun, tanto che quando – pochi mesi dopo la mattanza del 7 ottobre – mostra l’intenzione di trasferirsi in Scozia, Hannoun si oppone perché la sua ‘perdita’ causerebbe grossi danni alla struttura. Visto che in otto mesi era riuscito a raccogliere per la causa di Hamas la cifra record di 900mila euro, più di tre attivisti in quattro anni. Uno straordinario impegno per alimentare la Resistenza palestinese. Emblematica una conversazione telefonica in macchina, riportata dal Giornale. Rispondendo alla richiesta dell’Iban della Cupola d’Oro (l’altra associazione che fa capo ad Hannoun) dice che le persone ci lavorano sono sempre le stesse. Hanno costituito una nuova associazione solo per aver un altro Iban nell’attesa della sentenza. Abspp – continua il marocchino messo in libertà dai giudici del Riesame di Genova – è l’unica associazione in Italia che raccoglie fondi per Gaza. E non aggiunge altro per il timore di intercettazioni. Di “queste cose”, dice, preferisce non parlare al telefono. “Anche se stiamo qua ci sentono. Loro ci stanno dietro e per quello che i nostri telefoni ad un milione per cento sono intercettati”.
Sodale di Hannoun, ruolo chiave nella raccolta di fondi per Hamas
Ancora dubbi sul suo ruolo di finanziatore dall’Italia dei fratelli guerriglieri di Hamas? I legami sono certificati da foto e filmati. Quella all’interno dei covi sotterranei scavati dai miliziani terroristi è una prova tangibile. “Se Rawwa era lì, la spiegazione è una sola. Siamo parlando di un militante a tutti gli effetti di Hamas, che non è un’entità patriottica o di resistenza, è una organizzazione terrorista”. Così l’ex dirigente del Sismi Marco Mancini intervistato dal quotidiano. “Solo a chi ne fa parte a tutti gli effetti viene concesso di entrare nei tunnel. Israele ne ha distrutti una parte consistente, ma adesso c’è la tregua. Che Hamas sta utilizzando per ricostruire i propri organici, che da 25mila sono arrivati a 40mila, e per ricostruire i tunnel”.
Come se non bastasse Hannoun, ancora in carcere a Terni, incassa una prima vittoria davanti alla Suprema Corte. La Quinta Sezione penale della Cassazione, infatti, ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame ligure che lo tiene in cella dallo scorso dicembre con la pesante accusa di terrorismo. Uscirà anche lui?
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