Parla l'ad di Eni
Descalzi stoppa gli allarmisti su gas e petrolio: ecco la strategia dell’Italia per non restare al freddo (e a piedi)
L’Italia è ben posizionata per rimpiazzare i circa 6 mld di metri cubi che vengono a mancare dal Qatar. Lo ha spiegato l’ad di Eni Claudio Descalzi intervenuto alla Scuola di formazione politica della Lega. “Noi abbiamo il gas via pipe che viene dall’Algeria che ha un potenziale di 36 mld di mc e ne stiamo importando 20 mld da 10 mld che erano. Dal Tap arrivano 8 miliardi su 10 e questo è il massimo. Tutto può dare di più ma ci vuole materia prima che vuol dire investimenti che in 12 anni sono passati da 800 miliardi a 400 mld perché si diceva che di gas non avremmo avuto più bisogno e abbiamo ridotto gli investimenti”, ha spiegato Descalzi.
I numeri sul gas dell’ad di Eni Descalzi
“In Italia abbiamo 5 pipeline ma effettive l’algerina e la libica che potrebbe dare 12 mld di mc e ne sta dando 2. Lì c’è materia prima e stiamo facendo investimenti ma la Libia è in difficoltà dal punto di vista politico, ci sono problematiche in Libia. In Italia dal punto di vista del rifornimento di gas tra Lng e Nord Africa e Norvegia che ci dà gas – ci arrivano 6 o 7 mld di mc ma potrebbero essere 15 mld ma Germania e Francia contrattualmente possono prenderlo – il gas può avere un problema in futuro, sì, ma è meno problematico del petrolio, perché abbiamo un bel rifornimento da Sud. Dal Qatar arrivavano 6 mld e mezzo ma con Angola e Nigeria e America li rimpiazziamo”.
Interpellato sull’ipotesi di riprendere a comprare delle forniture di gas dalla Russia, Descalzi ha replicato: “In questo momento ci sono dei carichi russi dove gli Stati Uniti hanno dato la possibilità di venderlo. Penso che sia necessario sospendere il bando, che scatterà il 1 gennaio 2027, sui 20 miliardi di metri cubi di Gnl che vengono dalla Russia”.
Descalzi ha poi aggiunto: “Suggerirei inoltre, come sta dicendo il governo italiano, di rivedere anche l’Ets, la tassa su tutta l’industria pesante. Non dico che deve essere cancellata ma deve essere sospesa, oppure redistribuita, per non penalizzare ulteriormente un settore industriale che già paga molto l’energia”.
Nel week end 600 stazioni di servizio senza gasolio
“Nel week end scorso abbiamo avuto 600 stazioni di servizio dove era esaurito il gasolio: colpa nostra che abbiamo tenuto i prezzi troppo bassi ma se 600 stazioni Eni rimangono senza gasolio un problema possibile c’è”. Lo ha detto Claudio Descalzi, ceo di Eni, nel suo intervento all’undicesima edizione della Scuola di Formazione Politica della Lega. Come Italia “non abbiamo nostro grezzo, non abbiamo raffinazione potente e quando ci sono emergenze non possiamo più dire andiamo in Germania o negli Stati Uniti”.
Effetto Hormuz: il problema è l’Europa senza raffinerie
“La tregua sappiamo che non è mai esistita. Dobbiamo mettere le cose in prospettiva. Quanto accade nel Golfo di Hormuz è probabilmente l’evento più importante negli ultimi 40 anni. Prima c’erano stati la Guerra del Golfo, la crisi finanziaria del 2008, la pandemia di Covid, la guerra in Ucraina, tutti eventi che avevano fatto cadere la domanda”. “Il mercato fisico del petrolio in Asia – ha specificato – e’ a 150 dollari al barile, quello cartaceo atlantico e’ a 110. E quindi se c’e’ un cargo che parte dall’Africa o da qualsiasi altra parte dove va? La questione in questo momento non sono i prezzi sono i volumi che servono. L’Europa consuma circa 60 milioni di tonnellate di jet fuel, ne importa il 35%, perche’ negli ultimi 18 anni sono state chiuse 36 raffinerie perche’ si e’ detto che il petrolio e il gas non servono. Tutto quello che sta accadendo ci porta a dire che non c’e’ piu’ capacita’ di raffinazione in Europa. O hai la capacita’ di produrre quel che ti serve o altrimenti rischi: sul jet fuel come sul gasolio”.
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