Amaro sfogo
Day after 25 aprile, ira di Crosetto per i violenti in piazza: gentaglia intollerante, i partigiani veri erano altro
Crosetto non ci sta alle violenze e allo scempio etico e fisico di ieri. E sul suo profilo X tuona e rilancia: «Il 25 Aprile ho sempre festeggiato la liberazione dal nazifascismo. Non oggi che sono ministro. Lo festeggiavo già da giovane sindaco del mio comune nel 1991, ricevendo dallo storico Presidente Anpi locale, il Geom. Giovanni Ghigo, socialista del Psi, ex partigiano, la tessera onoraria, ogni anno. La numero 1 era riservata al Sindaco da sempre. Anche nei 5 anni nei quali il sindaco era stato il figlio dell’ex Podestà. Erano anni nei quali nell’Anpi c’erano i partigiani veri: quelli che avevano combattuto. Quelli che avevano rischiato la vita. Quella tessera era qualcosa di importante, vero, serio. Perché era un pezzo di storia vissuta».
25 aprile, day after: l’amaro sfogo del ministro Crosetto
Sottolineando nelle more: «Mai a nessuno di loro sarebbe venuto in mente di allontanare dalla cerimonia, che facevamo davanti al municipio, la bandiera di qualcuno che stava combattendo per la propria libertà, come avevano fatto loro. Perché loro declinavano la parola Liberazione in senso universale: la liberazione italiana dal nazifascismo come pezzo della lotta più grande di tutta l’umanità contro la violenza, la sopraffazione, la follia della guerra, l’ingiustizia, l’invasione. Mai nessuno di loro avrebbe mancato di rispetto alla storia della Brigata Ebraica che era stata al loro fianco a combattere».
«Gentaglia illiberale» ha sputato sulla Resistenza
Ribadendo tra le righe (e non solo): «Quelli però erano uomini veri. Persone vere. Con valori veri, che avevano vissuto la Resistenza e credevano nella Giustizia e nei principi fondanti della Repubblica. Non intollerante ed illiberale gentaglia, come quella che abbiamo visto all’opera per reprimere la libertà di espressione. Ieri, gente che forse non ha mai combattuto per altro che non fosse il proprio interesse individuale, ha sputato sullo spirito del 25 aprile, senza nemmeno capirlo. Senza rendersene conto».
25 aprile, scempio in piazza, ira di Crosetto
E ancora. «Hanno mancato di rispetto agli uomini e alle donne che hanno perso la vita nella Resistenza. Perché chiunque potesse manifestare la propria idea in libertà. E perché gli invasori fossero respinti, e la violenza e la forza bruta trovassero chi aveva il coraggio di fermarle. Mi spiace per queste “persone”. Ma ci sarà sempre gente che invece continuerà a combattere e morire per la libertà e la giustizia, nonostante quello che persone come loro continueranno a fare per prevaricare». Una sentenza che lascia poco margine al contraddittorio…
(Italpress)
Ultima notizia
In Senato il Premier time
Nucleare, l’annuncio di Meloni: “Entro l’estate la legge delega”
Politica - di Eva De Alessandri