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Iran Trump: non ancora pronto un accordo per la fine della guerra. E intanto i Pasdaran lanciano la fatwa contro Netanyahu

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Trump sulla fine della guerra: non è pronto un accordo. Fatwa dei Pasdaran su Netanyahu: “Lo braccheremo e lo uccideremo”

Esteri - di Redazione - 15 Marzo 2026 alle 10:34

La guerra in Medio Oriente tra Iran, Usa e Israele continua a intensificarsi. Il presidente americano Donald Trump torna a evocare una possibile fine del conflitto  sostenendo però che «non è ancora pronto, malgrado la disponibilità di Teheran», perché «i termini – a sua detta – non sono ancora abbastanza buoni». Da quanto riporta la Nbc per l’inquilino della Casa Bianca non sarebbe ancora il momento per un accordo che porti alla fine della guerra e facendo il punto ha anche aggiunto: «Abbiamo totalmente distrutto l’isola di Kharg», chiedendo contestualmente l’intervento di una coalizione per mantenere aperto lo stretto di Hormuz.

Iran, Trump: «Non è ancora pronto un accordo per la fine della guerra»

E ancora: parlando della nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, il tycoon esprime dubbi sul fatto che il leader iraniano possa essere ancora in vita: «Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi».

Iran, la “fatwa” dei Guardiani della rivoluzione su Netanyahu

E mentre attacchi con missili balistici sono partiti dall’Iran contro Israele, inclusa la zona di Gerusalemme, il sud e anche il nord del Paese – iniziati alla mezzanotte di ieri – e non è ancora chiaro se tutti i missili siano stati intercettati, i Guardiani della Rivoluzione lanciano la “fatwa” sul premier israeliano Benjamin Netanyahu. «Fino a che questo criminale assassino di bambini continuerà a vivere lo perseguiremo con tutta la forza e lo uccideremo», hanno scritto i Pasdaran sul sito di notizie associato al corpo Sepah News.

Attacchi di droni su Kuwait, Emirati e Arabia Saudita

Intanto nella notte ci sono state forti esplosioni nella zona meridionale di Teheran. Mentre raid con droni e missili si susseguiono su Kuwait, Emirati e Arabia Saudita. L’Iran continua a colpire i Paesi del Golfo in rappresaglia per l’attacco di Usa e Israele. Esplosioni sono state registrate a Manama, capitale del Bahrein, alle prime ore del giorno, scrive l’agenzia di stampa francese Afp. Nel Bahrein si trovano basi militari americane.

Dall’inizio della guerra, sono stati intercettati 125 missili e 203 droni e due persone sono morte. Il ministero della Difesa dell’Arabia saudita ha reso nota la distruzione di dieci droni nell’est del Paese e nella regione di Riad. Gli Emirati arabi uniti hanno intercettato missili e droni diretti contro il Paese.

Dall’Iran aul fronte libanese

Nel frattempo, sul fronte libanese della guerra, dopo nuovi attacchi in Libano (nelle scorse ore le forze israeliane dell’Idf, secondo quanto segnalato dal Ministero della Salute libanese, hanno condotto due raid) potrebbero aprirsi i negoziati diretti e complessivi fra Beirut e Israele per porre fine alla nuova guerra contro Hezbollah nel Paese. Le trattative potrebbero iniziare già nei prossimi giorni, riassume Israel Times citando diverse fonti. La Francia avrebbe offerto la sua disponibilità a operare come mediatore.

A quanto si apprende, dunque, Beirut starebbe lavorando per la formazione di una delegazione, anche se non è stata ancora fissata una data di inizio. E neanche un luogo. Il Libano, infatti, chiede che Israele rispetti la richiesta del Presidente Joseph Aoun per un cessate il fuoco completo come pre-condizione ai negoziati.

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di Redazione - 15 Marzo 2026