Sinistre con l'elmetto
Sì del Parlamento alla difesa dei Paesi del Golfo. Meloni: “Non siamo in guerra”. Show di Bonelli
Il Parlamento ha approvato (prima alla Camera, poi al Senato) la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto. Al centro la richiesta di aiuti ai Paesi del Golfo sotto gli attacchi della rappresaglia iraniana. Respinte le risoluzioni di Pd, M5S e Avs. La posizione del governo, in queste ore di escalation del conflitto dagli esiti imprevedibile, è chiara, al netto del racconto delle opposizioni che come sempre in Aula hanno indossato l’elmetto. Ad anticipare il dibattito della giornata la premier Giorgia Meloni che, ai microfoni di Rtl 102.5, ha dettato la linea. “Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Concetti ribaditi in aula dai ministri Tajani e Crosetto.
Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”
“L’Italia come Regno Unito, Francia e Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo”, ha aggiunto la premier. “Parliamo chiaramente di difesa aerea, non solo perché sono Nazioni amiche. Ma perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere. E il Golfo è vitale per gli approvigionamenti”. Tema affrontato da Meloni in un colloquio telefonico con il presidente francese Macron, nel quale i due leader hanno condiviso la necessità di un impegno comune a difesa di Cipro.
Via libera del Parlamento alla difesa dei Paesi del Golfo
Primo obiettivo di Palazzo Chigi la de-escalation del conflitto puntando sulla diplomazia ma anche il sostegno difensivo per tutelare gli interessi strategici nazionale d’intesa con i partner europei. La risoluzione impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana”. E a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. Il testo parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza a protezione dei cittadini italiani”.
Crosetto: Violato il diritto internazionale
Il ministro della Difesa ha sottolineato che l’Italia non ha parte attiva nel conflitto. “Così come non lo è nessun paese europeo”, ha spiegato nel ribadire che l’iniziativa degli Usa a Teheran si è svolta senza alcun avviso preventivo. “Una guerra che è partita all’insaputa del mondo. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto. Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro”. Anche sul tema del diritto internazionale, mantra delle opposizioni, il governo ha pronunciato parole chiare. Altro che sudditanza a Trump. “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha detto Crosetto in sede di replica. Parole che mettono a tacere le proteste urlate dei parlamentari delle opposizioni e smontano la tesi di una presunta ambiguità di Palazzo Chigi. “La nostra nazione ha alle spalle una lunga tradizione di diplomazia. E si è sempre impegnata con fermezza e credibilità quando si tratta di difendere la sicurezza dei cittadini e la stabilità internazionale. Lo abbiamo fatto e lo faremo ancora”. Così Giangiacomo Calovini di FdI in dichiarazione di voto.
Schlein come un disco rotto sul no alle basi Usa
Le opposizioni, elmetto in testa, non hanno rinunciato alla crociata contro il governo. Nemmeno i venti di guerra e la sicurezza nazionale messa in pericolo fanno desistere le sinistre dallo sport quotidiano. Elly Schlein non risparmia all’aula il consueto comizio anti-americano. Con l’altolà preventivo sull’utilizzo delle basi americane, richiesta che – riferisce il governo – non è ancora pervenuta. Su tutto la rituale invettiva contro la presunta assenza della premier Meloni. Che invece riferirà in Parlamento il prossimo 11 marzo sulla crisi mediorientale con tempi aggiuntivi.
“Il premier spagnolo ha detto no alla guerra, siamo con lui”
“Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l’articolo 11 della costituzione. Il premier spagnolo ha detto: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui e gli diamo tutto il supporto”. La segretaria dem preferisce guardare a Madrid mentre pretende di insegnare l’interesse nazionale alla maggioranza.
Show di Bonelli con la bandiera americana
Il pasdaran Angelo Bonelli è tornato a dare il meglio di sé con annessa coreografia da stadio. “Ci domandiamo perché la presidente Meloni non è in aula e continua a fuggire dal Parlamento? È inaccettabile”. Poi la mossa a sorpresa con in mano la bandiera a stelle e strisce: “Questi sono gli interessi che difendete. Non possiamo essere sudditi di Trump, noi diciamo no a questa vostra avventura di portare l’Italia in questo scenario. Noi siamo patrioti italiani, non siamo patrioti di Trump”.
Quanto è patetica questa sinistra!!!
Ci mancava quella faccia a CULO di bonelli .