Nuovi attacchi
Raid israeliano a Teheran: uccisi Larijiani e Solemaini, figure strategiche del regime iraniano
Colpiti i maggiori rappresentanti iraniani. Intanto Netanyahu sta negoziando con il Libano
Un raid israeliano a Teheran ha provocato la morte di Alì Larijani, l’uomo forte del regime iraniano dopo la morte di Khamenei. L’annuncio è stato fatto da Ynet, media israeliano che ha avuto la conferma del decesso dal ministro della Difesa, Israel Katz. Ucciso anche Solemaini, il capo delle forze paramilitari.
Chi era Larijani
Larijani era il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ed era considerato l’uomo più influente del regime, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica dopo la morte dell’ayatollah Khamenei il 28 febbraio scorso. Larijani era inoltre ritenuto il primo responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.
Pur provenendo da un’illustre famiglia religiosa e avendo studiato a Qom, Larijani è sempre stato percepito più come una figura politica che clericale. Per questo era tecnicamente ineleggibile dopo la morte di Khamenei. Molti analisti hanno convenuto sul fatto che, in queste prime settimane di guerra, lo stesso Larijani avesse di fatto assunto un ruolo di “coordinatore” e “regista” durante la transizione.
Ali Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12, secondo cui il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato inizialmente pianificato per la notte tra domenica e lunedì ma è stato rimandato all’ultimo minuto. E ieri pomeriggio è arrivata l’informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui l’ordine di attaccare.
Il messaggio sui social
Sui canali social di Ali’ Larijani è comparso intanto un messaggio scritto a mano dallo stesso segretario del Consiglio di sicurezza iraniano. “Il martirio del valoroso personale navale dell’Esercito della Repubblica Islamica a Dena fa parte dei sacrifici di questa orgogliosa nazione, che si sono manifestati in questa era di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nel cuore della nazione iraniana”.
Netanyahu sta negoziando con il Libano
L’ex ministro e negoziatore israeliano Ron Dermer ha ammesso con Ynet per la prima volta di essere tornato a lavorare per Benjamin Netanyahu e di essere stato incaricato di condurre i negoziati con il governo libanese. “Mi ha chiesto di intervenire”, ha dichiarato l’ex ministro, che si era ritirato dalla vita pubblica in novembre dopo i negoziati per l’accordo di pace a Gaza. Dermer ha raccontato di aver iniziato a “fare progressi con il Libano” verso un accordo politico: “È possibile parlare di un potenziale accordo di pace ma affinché un’intesa venga attuata Hezbollah dovrà essere disarmato. Non sacrificheremo la nostra sicurezza
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