Dopo i missili iraniani
Pasqua, Settimana Santa a forte rischio: a Gerusalemme il Santo Sepolcro è ancora chiuso
Pur essendo l’accesso alla Basilica impedito ai fedeli per motivi di sicurezza, la preghiera continua ininterrottamente
“La comunità dei frati francescani presente al Santo Sepolcro non ha mai cessato, né di giorno né di notte, di svolgere le celebrazioni previste, i riti, le processioni quotidiane e le preghiere liturgiche secondo quanto stabilito dallo Status Quo”. Lo fa sapere la Custodia di Terra Santa in risposta alle notizie circolate in questi giorni sulla chiusura della Basilica del Santo Sepolcro. Pur essendo l’accesso alla Basilica impedito ai fedeli per motivi di sicurezza, la preghiera continua ininterrottamente.
“Continuiamo a pregare anche con il Santo Sepolcro chiuso”
“La nostra presenza secolare nei Luoghi della Redenzione e la preghiera che vi si eleva ogni giorno sono a nome di tutta la Chiesa e per il bene dell’intera umanità”, si legge nella nota che sottolinea come in questi momenti drammatici essa voglia “rendere presente la fede, la speranza e la supplica di ogni battezzato, perché proprio da questi Luoghi santi continui a levarsi una preghiera per la pace e per la riconciliazione tra i popoli”.
“La Settimana Santa è a rischio “
Quanto alla Settimana Santa, “al momento presente non è possibile fare previsioni”: la Custodia è in costante dialogo con le autorità competenti e con le altre Chiese responsabili del Santo Sepolcro e darà comunicazioni “non appena vi saranno indicazioni certe”.
Il luogo della Resurrezione
Il Santo Sepolcro è il luogo più sacro della cristianità, situato nella parte antica di Gerusalemme. Rappresenta, secondo la tradizione, il sito dove Gesù fu crocifisso (Calvario o Golgota), sepolto e dove poi risorse. Il punto centrale è l’‘Edicola del Sepolcro, una piccola struttura al centro della rotonda (Anastasis) che contiene la tomba vuota di Cristo.
La gestione della basilica è divisa tra diverse confessioni cristiane (Cattolica, Greco-Ortodossa, Armena, Siriana, Copta ed Etiope) secondo lo storico accordo dello Status Quo. Recentemente, missili lanciati dal regime iraniano sono caduti a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, mettendo a rischio i siti sacri.