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Pamela Genini, l’orrore del femminicidio, lo strazio della profanazione del corpo e il disperato appello della madre: “Aiutatemi a ritrovarla”

Dolore senza fine

Pamela Genini, dopo il massacro del femminicidio, la profanazione del corpo. Lo straziante grido della madre: “Aiutatemi a ritrovarla”

Cronaca - di Greta Paolucci - 30 Marzo 2026 alle 19:41

Orrore che si aggiunge al dolore: non c’è pace per Pamela Genini, la modella di 29 anni strappata alla vita lo scorso 15 ottobre dalla furia cieca dell’ex compagno. Dopo il massacro a colpi di coltello, la barbarie ha varcato le soglie del cimitero di Strozza, nella Bergamasca, trasformando il luogo del riposo eterno in uno scenario da incubo. Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, il feretro della giovane è stato profanato: i resti sono stati violati e la testa asportata, in un gesto di una crudeltà inaudita che lascia un Paese intero intera senza parole. Attonito di fronte a un atto macabro quanto efferato che toglie il fiato.

Pamela Genini, l’orrore del femminicidio, lo strazio della profanazione del corpo

L’agghiacciante scoperta risale a lunedì scorso, quando gli addetti delle onoranze funebri hanno notato anomalie sulla lastra provvisoria del loculo. Poi hanno aperto il feretro e hanno scoperto la terribile verità: il corpo di Pamela, già martoriato in vita, era stato nuovamente vilipeso, il corpo profanato e la testa portata via. Così, mentre i carabinieri indagano nel silenzio di un’area priva di telecamere, si eleva al quadrato la portata del dolore lancinante di una famiglia che si ritrova a non poter nemmeno piangere la propria figlia, sorella, su una tomba integra…

Un dolore senza fine e senza confine che si rinnova nello scempio al feretro

Ai microfoni di Dentro la notizia, il programma di Gianluigi Nuzzi su Canale 5, la signora Una, madre di Pamela, ha affidato il suo ultimo, disperato appello: «È un dolore che non lascia vivere me e i miei familiari. Vi prego, aiutatemi a ritrovarla perché non possiamo più andare avanti così, non ce la facciamo più. L’unica mia speranza è che si accelerino le indagini e trovino mia figlia, perché noi non viviamo più. E non abbiamo più la forza di aspettare».

Lo straziante appello della madre di Pamela Genini: “Aiutatemi a ritrovarla”

E ancora. «Stiamo vivendo un incubo continuo, è un dramma sopra l’altro. Non so come fare ad andare avanti senza poter seppellire mia figlia. Il nostro desiderio più grande, in questa Settimana Santa prima della Pasqua, è che queste persone abbiano un risveglio di coscienza e aiutino a ritrovarla. Che Dio li perdoni nella loro ignoranza. L’unica mia speranza è che spunti fuori qualcosa. Che qualcuno parli o veda qualcosa. Spero che la persona che ha fatto questo gesto terribile possa pentirsi. Anche se non so se riuscirà a farlo»…

Un grido disperato che lascia senza parole. Davanti a una simile profanazione, che colpisce una vittima di femminicidio già sacrificata sull’altare di un possesso malato, ci si ritrova di fronte un caso che non rientra semplicemente nei confini della cronaca, perché è molto di più. E investe molto di più: è l’affronto finale alla dignità umana e al rispetto che si deve ai defunti. Un pilastro della nostra civiltà che qualcuno, nel buio di un cimitero, ha deciso di sventrare.

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di Greta Paolucci - 30 Marzo 2026