Ucciso a sprangate in casa
Omicidio del patron di TelePordenone, lo storico collaboratore crolla e confessa il brutale delitto: «Sono stato io»
Per una volta partiamo dall’epilogo: Loriano Bedin, 67 anni, ha confessato di essere l’autore dell’omicidio di Mario Ruoso, l’87enne imprenditore e fondatore di TelePordenone, trovato cadavere ieri pomeriggio dal nipote Alesssandro con diversi colpi alla testa inferti con una spranga metallica. Bedin, prelevato già ieri sera dagli uomini della questura di Pordenone nella sua casa di Tiezzo di Azzano Decimo per essere sottoposto a un lunghissimo interrogatorio dagli investigatori e dal sostituto procuratore Federica Urban, dopo le prime ammissioni, ha infine confessato l’omicidio dell’anziano imprenditore.
Omicidio del patron di “TelePordenone”: confessa lo storico collaboratore fermato
Alla base ci sarebbero questioni economiche. Sì, perché Bedin era uno storico collaboratore della vittima e dell’emittente tv, chiusa definitivamente nel 2024… Determinanti per l’individuazione di Bedin le telecamere di sorveglianza di un’attività commerciale. Le indagini proseguono per chiarire movente e dinamica del delitto. Non si esclude il movente di tipo economico.
Dopo i sospetti, la confessione: «Sono stato io»
Dunque, la parola fine su uno degli omicidi più agghiaccianti della cronaca friulana è arrivata nel modo più netto: una confessione. L’assassino ha ceduto, rivelando i dettagli di un piano che per ore ha tenuto col fiato sospeso la comunità di Pordenone. Ma la verità, se possibile, rivela risvolti ancora più terribili dei sospetti. Tutto parte dal crollo emotivo (o strategico) dell’omicida di fronte agli inquirenti. Dopo giorni di interrogatori serrati e prove raccolte in silenzio dalla Procura, il sospettato ha ammesso le proprie responsabilità. Una confessione che non serve a lenire il dolore, ma che permette di chiudere il cerchio su una dinamica che non ha lasciato scampo alla vittima.
Per una volta, allora, la verità non ha dovuto attendere anni. Si è palesata nel buio di una sala interrogatori, dove il 67enne Loriano Bedin ha infine abbassato la testa. È lui l’assassino di Mario Ruoso, l’imprenditore 87enne che aveva dato voce e volto al Friuli con la storica emittente TelePordenone. Una confessione che chiude il cerchio. Ma che apre uno squarcio inquietante su un legame di fiducia durato decenni, e finito nel sangue.
Un’ammissione tra i canali e le ombre
Dopo ore di pressante confronto con il sostituto procuratore Federica Urban, Bedin ha ammesso l’orrore. Non solo ha confessato di aver ucciso quello che per lui era quasi un mentore. Ma ha fornito le coordinate per ritrovare l’arma del delitto: una spranga metallica, gettata in un canale e recuperata dai Vigili del Fuoco. Un oggetto freddo, come il risentimento che ha armato la mano di un uomo considerato “uno di famiglia”.
«Mario Ruoso è stato ucciso con un corpo contundente alla testa», aveva dichiarato il procuratore Pietro Montrone, nel dare la notizia. Smentita quasi subito, poi, la partecipazione di un complice, circolata nelle scorse ore: «C’è un solo soggetto fortemente indiziato del reato», aveva fatto sapere il magistrato. Ed è l’uomo che ha confessato…
Omicidio del patron di “TelePordenone”, il massacro nell’attico di primo mattino
La vicenda ha inizio ieri pomeriggio, in un attico al settimo piano di Porcia. Alessandro, il nipote di Ruoso, preoccupato dal silenzio del nonno – un uomo d’altri tempi che, nonostante gli 87 anni, non mancava mai all’appuntamento con la sua concessionaria “Garage Italia” – entra in casa e si trova davanti l’abisso. La vittima era stesa a terra in «un lago di sangue», devastato da colpi brutali alla testa, ha raccontato Alessandro Ruoso ai microfoni di Tv12. Di più. Secondo il medico legale Antonello Cirnelli, la furia si sarebbe scatenata nelle prime ore del mattino, proprio mentre l’anziano si accingeva a uscire. Non è stato un tentativo di rapina finito male però: e appare chiaro da subito. Ma un agguato studiato da chi conosceva abitudini e serrature.
Il movente: i veleni di un’emittente chiusa?
E la domanda che assilla inquirenti e forze dell’ordine è una, e una sola: cosa ha trasformato un collaboratore storico in un aguzzino? Gli investigatori puntano il dito su questioni economiche. TelePordenone ha chiuso definitivamente i battenti nel 2024, con la vendita di tutti gli asset. Evidentemente però – o almeno è quello che si cerca di appurare – tra le pieghe di quella chiusura, Bedin covava un rancore che la logica non può spiegare.
Omicidio del patron di “TelePordenone”: un crimine che interroga e sconcerta tutta una città
Così, mentre la Procura formalizza le accuse in cerca di un movente convincente, resta il peso di un delitto che colpisce un simbolo del territorio. Ruoso era la memoria storica dell’imprenditoria locale. Vedere la sua vita spezzata da chi aveva lavorato al suo fianco per anni aggiunge al dolore la beffa del tradimento. Resta da chiarire la posizione di altre persone, come l’uomo trovato in casa di Bedin al momento del fermo e la sua compagna, ma il cuore del giallo è ormai risolto: un mix di soldi e livore ha spento per sempre la voce di TelePordenone. (Nella foto grande Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di “TelePordenone”. Nel riquadro in alto a sinistra, una immagine di Loriano Bedin tratta dal suo profilo Facebook).