L'ultima decisione
Migranti, il governo fa arrestare gli scafisti ma i giudici li assolvono: sentenza choc in Calabria
Il Decreto Cutro, approvato dal Consiglio dei Ministri italiano il 9 marzo 2023 a Cutro, in Calabria, in risposta al tragico naufragio di un barcone che causò 72 morti tra i migranti, ha previsto norme severe e reati specifici per gli scafisti che si assumono la responsabilità di trasportare persone in condizione di grave rischio verso le coste italiane. Putroppo, però, non sempre nei tribunali si arriva alla definizione di pene adeguate, e talvolta, si opta per il beneficio del dubbio. Accade così che in Calabria tre cittadini stranieri sono stati assolti in primo grado dal Tribunale di Locri dopo circa due anni e mezzo trascorsi in carcere. I tre, un 36enne iraniano, un 28enne iracheno e un 40enne turco erano accusati, relativamente a uno sbarco di migranti nella Locride, di essere scafisti. I tre uomini erano stati arrestati al porto di Roccella Ionica e in seguito trasferiti in carcere dopo uno sbarco di 85 migranti, di varie nazionalità, avvenuto l’1 settembre del 2023 nello scalo marittimo roccellese, a seguito di un’operazione di soccorso e salvataggio nello Jonio da parte della Guardia Costiera.
Migranti, scafisti assolti nonostante l’inasprimento delle pene
Prima che i giudici del Tribunale locrese si ritirassero in camera di consiglio per decidere, la pubblica accusa, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna ad 8 anni e 4 mesi per il cittadino turco, e l’assoluzione per l’iracheno e l’iraniano. Quando a luglio del 2024 i tre presunti scafisti erano stati rinviati a giudizio dal Gup del Tribunale di Locri, erano stati accusati, a vario titolo, “perché in concorso tra loro, per mezzo di una barca a vela lunga circa 15 metri diretta dalla Turchia fino alla costa della Locride in direzione del Porto di Roccella Ionica, effettuavano il trasporto di 85 migranti di nazionalità iraniana e afgana, così procurando loro l’ingresso illegale nel territorio dello Stato”. I tre infatti, a vario titolo, avrebbero, secondo le accuse, “condotto a turno nel Mediterraneo la barca a vela, amministrato l’ordine sullo stesso natante e sottoposto i migranti a privazioni, ponendone in pericolo la vita e l’incolumità fisica, facendoli viaggiare con un’imbarcazione inadatta al trasporto di così tanti passeggeri stipati in sottocoperta, privi di viveri e di dispositivi di salvataggio”. Per il Tribunale di Locri, invece, i tre sono innocenti. Ma allora chi guidava il barcone, dei fantasmi?
Il decreto Cutro dopo la tragedia del 2023
Il decreto Cutro introduce un nuovo reato specifico per gli “scafisti”, punibile come “reato universale” perseguibile anche all’estero, con pene aggravate: da 5 a 20 anni di reclusione in caso di lesioni, fino a 30 anni se causa morte di più persone.
Si affianca ai delitti esistenti (art. 12 d.lgs. 286/1998) con aumenti di pena per traffico di migranti e aggravanti per trasbordo o naufragio.
Prevede quote triennali (2023-2025) per ingressi legali di lavoratori stranieri, prioritarie per paesi che combattono l’immigrazione irregolare; semplifica permessi e rinnovi (fino a 3 anni); restringe la protezione speciale, con l’obiettivo di abolirla.
È stato convertito in legge (D.L. 20/2023) a maggio 2023, ampliando CPR e facilitando espulsioni.