Rimpatri sicuri
Migranti, addio sbarchi e porte girevoli. Fidanza: dal successo italiano uno standard europeo. Le toghe si adeguino
Per Carlo Fidanza, intervistato da Il Tempo in edicola oggi, il voto del Parlamento europeo sul nuovo regolamento rimpatri segna la fine di un’epoca per la gestione dei flussi migratori. Secondo l’europarlamentare, (capodelegazione di Fratelli d’Italia Ecr a Bruxelles e a Strasburgo), infatti, l’adozione del “modello Albania” a livello comunitario non è solo una vittoria politica del suo riferimento partitico o del governo italiano, ma il riconoscimento oggettivo e pragmatico di una metodologia individuata da Roma e concordata già con Tirana, basata sulla deterrenza e sulla certezza dell’espulsione. Ma procediamo con ordine.
Migranti, il “Modello Italia” conquista Bruxelles: la svolta sui rimpatri spiegata da Fidanza
La strategia italiana si poggia su quattro pilastri: la nuova definizione di “Paesi terzi sicuri”, il Regolamento Rimpatri, le procedure accelerate e gli accordi con i paesi d’origine. L’obiettivo è scardinare il sistema che finora ha permesso all’80% degli irregolari di evitare l’allontanamento. Bivaccare e delinquere con buona pace di accoglienza strutturata e integrazione perseguita. Dunque, seguendo questo schema, le domande e le risposte dell’intervista di Fidanza al quotidiano capitolino spiegano, giustificano e commentano (argomentandola) la nuova linea europea che dà ragione all’impostazione del governo di Roma e all’allineamento europeo che l’ha promossa a pieni voti.
Il significato politico e pragmatico del nuovo regolamento
E se la prima domanda entra direttamente nel merito, la risposta ne riassume completamente istanze e prospettive inerenti il significato del regolamento. Ecco allora l’interrogativo: «Che significa questo sigillo parlamentare al regolamento rimpatri?». E altrettanto netta e diretta la replica di Fidanza: «Che è finita la stagione in cui, una volta messo piede in Italia o in Europa, un immigrato irregolare aveva più dell’80% di possibilità di farla franca sfuggendo al fermo o alla detenzione nei centri di permanenza oppure cercando fortuna in un altro Paese dove la pratica di espulsione avrebbe ricominciato il suo iter».
Migranti, Fidanza: il modello Albania una vittoria italiana e un punto di riferimento europeo
E ancora. «Ora il “modello Albania” – prosegue Fidanza – non soltanto è stato totalmente accettato, ma addirittura diventa un punto di riferimento europeo perché i governi potranno realizzare centri di identificazione ed espulsione in Paesi extra-Ue realizzando così un enorme strumento di deterrenza. Perché è ovvio che se, prima di partire, so che una volta fermato il mio destino sarà un periodo di detenzione in un Paese non Ue e poi l’espulsione verso il mio Paese di origine, o addirittura verso il Paese sicuro da cui sono transitato, diminuiranno ulteriormente i numeri delle partenze».
In frantumi l’approccio e il metodo ideologico della sinistra (non a caso in crisi isterica)
Ma, come detto, il voto del Parlamento europeo sul nuovo regolamento rimpatri non è solo un atto legislativo, ma la certificazione di una vittoria politica totale della linea Meloni. Come sottolineato da Carlo Fidanza, infatti, il “modello Albania” e la fermezza italiana sono diventati il nuovo standard europeo, mandando in frantumi l’approccio ideologico delle sinistre ora in piena crisi isterica. Non per niente l’europarlamentare intervistato rivendica con orgoglio il ruolo dell’Italia come nazione guida nella ridefinizione della sicurezza europea e in merito alla vexata quaestio sui “Paesi terzi sicuri”.
Migranti e regolamento rimpatri, Fidanza sulla “vexata quaestio Paesi sicuri”
Asserendo nello specifico: «Si, la nuova definizione di “Paesi terzi sicuri” e la lista europea di questi Paesi rappresentano, proprio insieme al Regolamento Rimpatri e agli accordi con i Paesi di origine dei migranti, i quattro pilastri della strategia anti-clandestini che Giorgia Meloni ha ispirato in Europa. In particolare ci saranno procedure accelerate per chi proviene da Paesi con un alto tasso di domande di asilo respinte e, per i Paesi contenuti nella lista, l’irregolare dovrà dimostrare compiutamente di essere a rischio in caso di rimpatrio. Ci vorrà un po’ di tempo per vederne i frutti. Ma il cambio di prospettiva è totale, e si deve al coraggio e alla lungimiranza della nostra premier, oltre che al nostro lavoro a Bruxelles di cui vado particolarmente orgoglioso».
Operatività concreta
Ma allora, in concreto, tutto quanto appena detto, come e in cosa si tradurrà? Ce lo dice, ancora una volta, Carlo Fidanza: «Il nuovo quadro europeo mette a disposizione più strumenti operativi per le autorità nazionali, rafforza gli obblighi di cooperazione dei migranti, riduce gli spazi per abusi e limita quei ritardi procedurali che finora hanno bloccato i rimpatri. È un cambio di passo concreto, che darà i suoi risultati: meno burocrazia e maggiore sicurezza per i cittadini».
Migranti, regolamento rimpatri e toghe politicizzate di fronte all’alt europeo
In tutto questo, peraltro, Fidanza non risparmia un monito a chi, dall’interno, tenta ciclicamente di sabotare il mandato popolare, ribadendo contestualmente che la norma europea ora blinda l’azione del governo: «Sappiamo quanta fantasia abbiano esercitato i magistrati politicizzati sulla vicenda immigrazione – sottolinea l’intervistato – . La sinistra nelle scorse settimane ha attaccato Giorgia Meloni per aver detto che una certa magistratura aveva liberato criminali e stupratori. Ma è esattamente quello che è avvenuto, nelle numerosissime volte che sono stati annullati ordini di trasferimento e di rimpatrio di stranieri pluricondannati».
Chiosando sul punto. «Ora non vorremmo che, sull’onda dell’entusiasmo referendario, provvedimenti di quel tipo si moltiplicassero, perché magari qualcuno pensa di aver ricevuto una sorta di investitura popolare». Ma – ribadisce e rilancia Fidanza – «i magistrati sono tenuti ad applicare le norme, ora addirittura confermate da un quadro giuridico europeo che non lascia più dubbi, non a interpretarle in modo ideologico al fine di impedire al governo di fare ciò per cui è stato votato. Mi auguro di sbagliarmi ovviamente. E comunque gli italiani stiano certi che andremo avanti, fedeli al mandato dei cittadini».
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