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Meningite killer: 27 casi, Londra decreta l’emergenza sanitaria. Gli esperti: rapidità di diffusione mai vista

Vittime tra i giovani

Meningite killer: 27 casi, Londra decreta l’emergenza sanitaria. Gli esperti: rapidità di diffusione mai vista

Cronaca - di Laura Ferrari - 19 Marzo 2026 alle 13:13

È da oggi in vigore lo stato di allerta sanitaria pubblica decretato ieri formalmente dalla UK Health Security Agency, organismo incaricato di sorvegliare la sicurezza medica nel Regno Unito, in risposta al focolaio “senza precedenti” di meningite acuta diffusosi nel Paese, in particolare nella regione del Kent. Il numero di casi di meningite collegati all’epidemia è a giovedì 19 marzo aggiornata a 27 casi, inclusa un’infezione a Londra, con gli esperti che hanno dichiarato di essere perplessi dalla velocità con cui si diffondendo. L’epidemia di meningite finora ha causato due morti, uno studente di 21 anni e una studentessa di 18.

Il focolaio nel Kent: la diffusione senza precedenti

I medici interpellati si sono detti stupiti dalla rapidità con cui i casi si diffondono. Il dottor Bharat Pankhania, docente clinico senior presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Exeter, ha raccontato al Daily Mail: «Sono medico da 40 anni e non ho mai visto una cosa del genere prima. Di solito mi imbatto in due o tre casi collegati, forse quattro, distribuiti su diverse settimane. Avere così tanti casi che emergono da un solo luogo in poco tempo è molto insolito e non è mai stato visto prima nel Regno Unito»,

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha confermato che la situazione viene ‘monitorata tramite sorveglianza basata su eventi’ e ha esortato i medici a chiedere ai pazienti che mostrano sintomi di meningite se si siano recentemente recati nel Kent.

Il punto del ministro della Sanità Wes Streeting

L’allerta sanitaria pubblica è una misura preventiva non ordinaria, ma già adottata in anni recenti per altri casi di focolai infettivi come quello del cosiddetto ‘vaiolo delle scimmie’ (Mpox).  Il contagio ha riguardato quasi esclusivamente giovani, coinvolgendo studenti di due università con sede nella storica città di Canterbury, e alcune scuole medie superiori della stessa zona del Kent: attraverso contatti che sarebbero avvenuti durante una festa in un nightclub cittadino, il Chemistry Club, frequentato da ragazzi e ragazze. Le autorità hanno finora escuso la necessità di vaccinazioni di massa, ma hanno avviato una campagna preventiva d’emergenza di “vaccini mirati” anti-meningite su circa 5000 universitari della contea, mentre prosegue una corsa a più largo raggio per la diffusione precauzionale di antibiotici.

Il ministro della Sanità britannico, Wes Streeting, ha precisato di non aver disposto la chiusura d’autorità dei due atenei – la University of Kent e la Canterbury Christ Church University – o degli istituti scolastici interessati, dove tuttavia restano in vigore misure cautelari di sospensione di varie attività: confermate dalla immagini di campus fantasma mostrate dai media e dalla partenza anticipata di diversi fuorisede in vista delle vacanze di Pasqua.

I sintomi della meningite B

I sintomi caratteristici sono cefalea, febbre, nausea, vomito, fotofobia, rigidità nucale. La letalità, anche quando la malattia è diagnosticata rapidamente, va dal 5 al 10% e si verifica nelle prime 48 ore dall’esordio dei sintomi. Se non trattata, la mortalità può essere pari al 50%. Uno su cinque sopravvissuti soffre di danni cerebrali permanenti, inclusa perdita dell’udito e difficoltà nell’apprendimento.

Quali rischi per il resto d’Europa

Il rischio che l’epidemia di meningite che sta avendo luogo in Gran Bretagna possa estendersi all’Unione Europea è “molto

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