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Lo stallo della Russia e i flop nella guerra in Ucraina: fake news e propaganda non bastano più
Se c’è una cosa su cui si basa la Russia per continuare a sostenere di essere vittoriosa nella campagna in Ucraina, quella è la menzogna. Ma per comprenderlo bisogna partire dagli albori dell’ostilità di Mosca verso Kiev. Era il 2014 quando Vladimir Putin, evidentemente gonfio di orgoglio, si pavoneggiava delle abilità militari del suo esercito davanti al presidente della Commissione Ue Josè Barroso. «Se voglio prendo Kiev in due settimane», aveva affermato il presidente russo. Peccato che ancora oggi, dopo quattro anni di guerra sul fronte ucraino, la sua vittoria faccia grande fatica a concretizzarsi. All’epoca dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, il Cremlino poteva contare su 900mila soldati e due milioni di riservisti, mentre l’esercito di Zelensky aveva solo 160mila truppe disponibili e altri 900mila cittadini addestrati da richiamare in caso di necessità. Questo vuol dire che non sempre le risorse fanno la fortuna dei generali: ci vuole anche preparazione.
Lo stallo della Russia nella guerra in Ucraina: fake news e propaganda non bastano più
Ma le difficoltà dell’esercito russo si palesano anche per la quantità dei territori conquistati, sebbene il governo abbia precisato molto spesso come Putin fosse entusiasta dei progressi bellici raggiunti fino a questo momento. Le analisi occidentali, però, hanno dimostrato che le cose stanno diversamente. A gennaio 2026, la Russia ha conquistato circa 75.000 km² di territorio ucraino, che equivale a circa il 12% del Paese e ne controlla circa 120.000 km², ossia il 20%.
Inoltre, in base a una verifica dell’Institute for the Study of War (ISW) del 2 febbraio 2026: «È improbabile che, verso Slovyansk, le forze russe rispettino le scadenze che si sono posti per la primavera 2026 senza ricevere rinforzi aggiuntivi o declassare l’offensiva di Kupyansk. Le forze russe hanno raggiunto Lyman per la prima volta nel novembre 2025 a seguito di intensificate operazioni offensive nella zona ma non sono state in grado di consolidare questi successi e compiere progressi tatticamente significativi vicino o all’interno di Lyman stessa nei mesi successivi. L’Isw continua a ritenere che le forze russe siano almeno a diversi mesi di distanza dal poter iniziare un’offensiva terrestre contro la Cintura delle Fortezze ucraine da nord o da est».
Le perdite nell’esercito di Mosca sono altissime
Secondo un dossier del Center for strategic and international studies (CSIS), da febbraio 2022 le forze russe hanno subito quasi 1,2 milioni di perdite tra morti, feriti e dispersi e fino a 325.000 morti. Una statistica che supera ogni grande potenza della Seconda guerra mondiale, Usa compresi. Per il centro, «Ai ritmi attuali, le perdite combinate russe e ucraine potrebbero raggiungere i 2 milioni entro la primavera del 2026». Tra le cause ipotizzate dal Csis per le enormi perdite russe ci sono: il fallimento nel condurre adeguatamente operazioni interforze e congiunte, tattiche e addestramento scadenti, corruzione, basso morale e l’efficace strategia di difesa in profondità dell’Ucraina in una guerra di logoramento che, per sua natura, favorisce la difesa.
I problemi economici di Mosca
Nel 2025 la produzione manifatturiera russa è scesa al suo ritmo più rapido da marzo 2022, con 7 mesi consecutivi di contrazione e livelli di produzione in calo per 10 mesi di fila. E ancora, la domanda dei consumatori si è indebolita mentre l’inflazione è rimasta alta. Il Paese ha affrontato una carenza di manodopera ed i ricavi petroliferi hanno conosciuto un arresto per colpa dei prezzi globali più bassi. Questo, nella fattispecie, ha contribuito a una stretta fiscale e a un deficit di bilancio in aumento. La crescita economica è rallentata allo 0,6% nel 2025 e il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che la crescita rimarrà lenta, allo 0,8%, nel 2026.
La disinformazione come arma
Le azioni di disinformazione russe di sono ancora ampiamente influenzate ed ispirate dall’ideologia sovietica. E non a caso il conflitto tra Mosca e Kiev è stato caratterizzato, oltre che da un forte confronto militare, anche da un’intensa campagna globale di fake news. In quattro anni di guerra, la Russia ha prodotto una quantità incredibile di informazioni false, divulgate sia da media tradizionali che dai social con operazioni impostate a individui o da gruppi organizzati.
Il 4 febbraio 2026, il Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto tra Russia e Ucraina di NewsGuard8 è riuscito ad identificare 561 siti con disinformazione sul tema ed ha smentito più di 400 racconti falsi relativi al conflitto. Dei siti, 223 erano in inglese, 62 in francese, 55 in tedesco, 44 in italiano, 177 in altre lingue. Insomma, dalle fake news fino ai problemi economici da nascondere sotto al tappeto del Cremlino, è abbastanza ovvio che Mosca non se la stia passando bene, anche dal punto di vista militare.