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La riflessione

La sindrome dell’impostore e quella scarsa fiducia in noi stessi che ci condiziona la vita

Questo vissuto sembra essere correlato ad uno spiccato antagonismo interpersonale/sociale e si associa a marcati livelli di sofferenza emotiva

Cultura - di Giuseppe Femia - 22 Marzo 2026 alle 16:35


La sindrome dell’impostore? Di cosa si tratta?? È davvero cosi diffusa? Si tratta di una sindrome che si colora di inadeguatezza e colpa di non meritare quanto raggiunto nella vita. Una voce critica mette in dubbio il proprio valore personale e sabota i proprio traguardi. Questo vissuto sembra essere correlato ad uno spiccato antagonismo interpersonale/sociale e si associa a marcati livelli di sofferenza emotiva con vissuti ricorsivi di ansia e depressione.

Il perfezionismo è un nemico

Certamente si connette a standard elevati e perfezionismo. Chi ne soffre (sembra essere più diffusa) riferisce un senso generale di inadeguatezza e la convinzione di non essere capace o meritevole, nonostante i riconoscimenti e gli avanzamenti professionali.

Può sembrare un paradosso: persone competenti e riconosciute, intimamente si sentono un bluff. Questo rappresenta il nuclei del disagio della sindrome dell’impostore. Più si ricevono lodi e apprezzamenti, più cresce la paura di essere “smascherati”. Talvolta questa sindrome si manifesta anche in ambito sentimentale generando la convinzione di non meritare amore e di non essere degni della partner e/o del partner che contrariamente sono idealizzati.

La scarsa fiducia in se stessi

Dunque una psicologia in cui governa la percezione di non essere mai abbastanza e tale credenza rischia di espandersi anche in altri domini di funzionamento ad esempio quello affetivo e/o emotivo. La persona che si riconosce nella definizione di sindrome dell’impostore si invalida in modo ricorsivo e si critica in modo aspro e severo nonostante le disconferme e l’approvazione da parte degli altri. L’impostore è dunque intrapsichico, interiorizzato e spesso legato a esperienze di vita connotate da esperienze di vergogna e critica subita.
Questo senso di sfiducia verso se stessi potrebbe avere una lunga storia ed originare nel passato infantile o essere connesso a figure genitoriali invalidanti o esperienze precoci che hanno sensibilizzato la persona alla critica e alla paura di essere disprezzati e svalutati. Ed è giusto riflettere.

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